GIORNATA MONDIALE AIDS, IL BILANCIO PER IL VENETO

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02 Dicembre 2019 14:51

Dal 1984 al 2018 sono stati poco meno di 4000 i casi notificati di AIDS in Veneto, a fronte di più di 13.000 diagnosi del virus HIV effettuate, con un netto aumento della speranza di vita dei malati dopo l'introduzione della Terapia Antiretrovirale Altamente Attiva (HAART) nel 1996. Al 2018 il quadro sanitario vede una probabilità di sopravvivenza del 68% per i malati, percentuale che aumenta al 77% a distanza di cinque anni dalla diagnosi. Sono questi i dati elaborati dalla Direzione Prevenzione dell'Area Sanità e Sociale della Regione in occasione della Giornata Mondiale della Lotta all'AIDS, tenutasi il 1 dicembre. La Regione Veneto è sempre stata in prima linea in materia di cura e prevenzione, nell'introduzione di nuovi farmaci e nell'adeguamento alle linee guida nazionali, ma il test e la diagnosi precoce rimangono gli strumenti più efficaci per contrastare la malattia. "La soglia di attenzione e la prevenzione rimangono comunque molto alte – sottolinea l'Assessore alla Sanità Manuela Lanzarin – perché, ad esempio, non è stimabile il numero di persone che potrebbero aver contratto la malattia, ma che non ne sono ancora a conoscenza perché non hanno effettuato il test. A queste persone rivolgo un appello a fare gli esami, se solo si rendono conto di aver tenuto comportamenti a rischio. Le cure ci sono e sono efficaci. Ne va della loro salute e di quella di persone, magari ignare, con le quali avessero contatti adatti alla  trasmissione della malattia". In Veneto è possibile effettuare il test per HIV in maniera anonima e gratuita nei Centri di Malattie Infettive, presenti nei capoluoghi di provincia e in altri due centri locali, senza alcuna impegnativa.

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