VENETO, PIU' TARIFFE E MENO SERVIZI PER GLI ANZIANI
02/12/2019 17:01

VENETO, PIU' TARIFFE E MENO SERVIZI PER GLI ANZIANI - Il secondo report socioeconomico elaborato da Spi-Cgil Veneto. riferito al biennio 2016-2018, delinea la situazione dei pensionati in Veneto, dove si investe sempre meno sui servizi agli anziani nonostante un aumento del gettito fiscale. A gravare su una fascia di popolazione in costante aumento (circa 40.000 over 65 in più nel corso del biennio) sono soprattutto le "tariffe", ovvero rette di asili e case di riposo, trasporti e tutti i vari servizi individuali, che hanno garantito entrate maggiori per i Comuni veneti - circa 2,6 milioni di euro in più complessivamente - a cui però ha fatto fronte un calo degli stanziamenti per interventi dedicati alle pensioni anziane. Da 95 a 90 milioni tra il 2016 e il 2018, a cui si aggiunge un -13,4% di investimenti alla voce "tutela dell salute", da 9,2 a quasi 8 milioni di euro. Il quadro su redditi e pensioni medie non è molto più rassicurante: se due contribuenti su cinque dichiarano meno di 15.000 lordi l'anno, il 65% dei pensionati percepisce meno di mille euro lordi al mese. "Gli spunti di riflessione che emergono dall'analisi - spiega Renato Bressan, della segreteria di Spi-Cgil del Veneto con delega alla negoziazione sociale - sono molti. Evidenziamo la scarsa attenzione di molte amministrazioni nei confronti delle persone anziane. Attraverso la negoziazione chiediamo alle amministrazioni di porre attenzione alle politiche per le fasce deboli della popolazione, aumentando e non diminuendo gli investimenti per i servizi sociali e prevedendo esenzioni sulle tasse locali per i redditi più bassi".

VENETO, PIU' TARIFFE E MENO SERVIZI PER GLI ANZIANI

VENETO, PIU' TARIFFE E MENO SERVIZI PER GLI ANZIANI - Il secondo report socioeconomico elaborato da Spi-Cgil Veneto. riferito al biennio 2016-2018, delinea la situazione dei pensionati in Veneto, dove si investe sempre meno sui servizi agli anziani nonostante un aumento del gettito fiscale. A gravare su una fascia di popolazione in costante aumento (circa 40.000 over 65 in più nel corso del biennio) sono soprattutto le "tariffe", ovvero rette di asili e case di riposo, trasporti e tutti i vari servizi individuali, che hanno garantito entrate maggiori per i Comuni veneti - circa 2,6 milioni di euro in più complessivamente - a cui però ha fatto fronte un calo degli stanziamenti per interventi dedicati alle pensioni anziane. Da 95 a 90 milioni tra il 2016 e il 2018, a cui si aggiunge un -13,4% di investimenti alla voce "tutela dell salute", da 9,2 a quasi 8 milioni di euro. Il quadro su redditi e pensioni medie non è molto più rassicurante: se due contribuenti su cinque dichiarano meno di 15.000 lordi l'anno, il 65% dei pensionati percepisce meno di mille euro lordi al mese. "Gli spunti di riflessione che emergono dall'analisi - spiega Renato Bressan, della segreteria di Spi-Cgil del Veneto con delega alla negoziazione sociale - sono molti. Evidenziamo la scarsa attenzione di molte amministrazioni nei confronti delle persone anziane. Attraverso la negoziazione chiediamo alle amministrazioni di porre attenzione alle politiche per le fasce deboli della popolazione, aumentando e non diminuendo gli investimenti per i servizi sociali e prevedendo esenzioni sulle tasse locali per i redditi più bassi".

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