87 MORTI BIANCHE IN VENETO DA GENNAIO A NOVEMBRE
08/01/2020 13:00

“Ancora una volta il Veneto fa registrare una delle situazioni più drammatiche del Paese quando si parla di morti bianche. Perché ancora una volta come negli ultimi dieci anni è tra le regioni in cui si muore di più. Con 87 vittime è al quarto posto, infatti, nella triste graduatoria nazionale dopo Lombardia, Emilia Romagna e Lazio. Un amaro primato, insomma, che sembra non abbandonare il Veneto. Non almeno nell’ultimo decennio, ovvero dal 2009, anno in cui abbiamo attivato il nostro Osservatorio”.

Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering di Mestre, presenta così l’ultima indagine elaborata dal proprio team di esperti sull’emergenza morti bianche in Veneto. E aggiunge: “Sebbene rispetto al 2018 si evidenzi in regione un decremento totale della mortalità pari al 23%, rimane sempre la drammaticità del numero delle vittime: 87. Vale a dire una media di 8 morti al mese”.

A Verona il maggior numero di infortuni mortali totali (26), seguita da Vicenza (17), Padova (14), Venezia e Treviso (11), Rovigo e Belluno (4).

Osservando, invece, la situazione degli infortuni mortali verificatisi in occasione di lavoro, a contare più vittime sono Vicenza e Verona (con 14 vittime), seguite da: Padova (8), Treviso (7), Venezia (4), Rovigo (3) e Belluno (2).

La maggior parte dei lavoratori deceduti aveva un’età compresa tra i 45 e i 54 anni (32 su 87).  Gli stranieri deceduti sul lavoro nei primi undici mesi del 2019 sono 19.

I settori maggiormente colpiti dal dramma sono sempre attività manifatturiere, costruzioni e trasporto e magazzinaggio.

87 MORTI BIANCHE IN VENETO DA GENNAIO A NOVEMBRE

“Ancora una volta il Veneto fa registrare una delle situazioni più drammatiche del Paese quando si parla di morti bianche. Perché ancora una volta come negli ultimi dieci anni è tra le regioni in cui si muore di più. Con 87 vittime è al quarto posto, infatti, nella triste graduatoria nazionale dopo Lombardia, Emilia Romagna e Lazio. Un amaro primato, insomma, che sembra non abbandonare il Veneto. Non almeno nell’ultimo decennio, ovvero dal 2009, anno in cui abbiamo attivato il nostro Osservatorio”.

Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering di Mestre, presenta così l’ultima indagine elaborata dal proprio team di esperti sull’emergenza morti bianche in Veneto. E aggiunge: “Sebbene rispetto al 2018 si evidenzi in regione un decremento totale della mortalità pari al 23%, rimane sempre la drammaticità del numero delle vittime: 87. Vale a dire una media di 8 morti al mese”.

A Verona il maggior numero di infortuni mortali totali (26), seguita da Vicenza (17), Padova (14), Venezia e Treviso (11), Rovigo e Belluno (4).

Osservando, invece, la situazione degli infortuni mortali verificatisi in occasione di lavoro, a contare più vittime sono Vicenza e Verona (con 14 vittime), seguite da: Padova (8), Treviso (7), Venezia (4), Rovigo (3) e Belluno (2).

La maggior parte dei lavoratori deceduti aveva un’età compresa tra i 45 e i 54 anni (32 su 87).  Gli stranieri deceduti sul lavoro nei primi undici mesi del 2019 sono 19.

I settori maggiormente colpiti dal dramma sono sempre attività manifatturiere, costruzioni e trasporto e magazzinaggio.

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