25 APRILE, PRES. BUI: "GRANDE RISPOSTA DI PADOVA"
25/04/2020 14:30

25 APRILE, LA LETTERA DEL PRESIDENTE FABIO BUI: "LA GRANDE RISPOSTA DI PADOVA" - Nel giorno della Festa della Liberazione, il presidente della provincia di Padova, Fabio Bui, ha voluto inviare il suo pensiero ai padovani, in una lettera di cui riportiamo qualche stralcio. 

"L’emergenza Covid", scrive Bui, "è scoppiata nell’anno di Padova Capitale del Volontariato. E ancora una volta la nostra comunità ha saputo distinguersi per una reazione davvero virale alla prova più dura che stiamo affrontando dal Dopoguerra ad oggi. Nei primi giorni, la maggiore difficoltà che abbiamo dovuto affrontare è stata la pressoché totale mancanza dei principali dispositivi di protezione e di materiale per la sanificazione e l’igienizzazione. Le tante donazioni giunte alla Provincia da imprenditori, associazioni, enti governativi e semplici cittadini cinesi, ci hanno permesso di distribuire oltre 60.000  mascherine e altro materiale sanitario di prima necessità. 
Ma oltre alla parte sanitaria, l’emergenza ha riguardato la vita stessa delle persone: cittadini inermi costretti a restare nelle proprie case, imprenditori, negozianti, esercenti che hanno chiuso le serrande, giovani, ragazzi e bambini catapultati dalla quotidianità scolastica, culturale e formativa all’impossibilità di svolgere qualsiasi attività esterna. Teatri, musei, associazioni musicali e artistiche hanno dovuto annullare ogni  tipo di iniziativa nel breve e nel lungo termine. Una catastrofe sociale che rischia di lasciare segni profondi se non ci uniremo tutti insieme per ripartire nel rispetto delle regole.
Ma anche in questo caso Padova ha dimostrato di saper reagire cercando ogni opportunità data dalla tecnologia per entrare nelle case delle persone con stimoli creativi e proposte culturali. 
I padovani hanno dato e stanno dando grande prova di responsabilità restando a casa. Ma alle difficoltà delle fasce più deboli, in particolare, ha risposto ancora una volta il grande cuore della Protezione civile della Provincia di Padova. Sono stati oltre 1600 i volontari che si sono messi a disposizione dei Comuni e delle Istituzioni per consegnare alimenti, farmaci, mascherine e provvedere ai bisogni di tanti anziani e persone sole particolarmente colpiti da questa emergenza. A loro va tutto il nostro più sincero ringraziamento.
Nessuno potrà promettere che sarà facile, ci aspetta un periodo tutto in salita per l’occupazione, per la scuola, per il turismo, per tanti settori produttivi e sociali. Dalla crisi del 2009 e 2010 Padova è uscita facendo sistema con tutte le anime associative, imprenditoriali, istituzionali. Dalla Diocesi alle Fondazioni. E’ un sistema collaudato che ora dovremo rimettere in moto più forte di prima per dare tutte le risposte possibili alle difficoltà dei nostri cittadini. Insieme, dobbiamo e possiamo farcela". 

25 APRILE, PRES. BUI: "GRANDE RISPOSTA DI PADOVA"

25 APRILE, LA LETTERA DEL PRESIDENTE FABIO BUI: "LA GRANDE RISPOSTA DI PADOVA" - Nel giorno della Festa della Liberazione, il presidente della provincia di Padova, Fabio Bui, ha voluto inviare il suo pensiero ai padovani, in una lettera di cui riportiamo qualche stralcio. 

"L’emergenza Covid", scrive Bui, "è scoppiata nell’anno di Padova Capitale del Volontariato. E ancora una volta la nostra comunità ha saputo distinguersi per una reazione davvero virale alla prova più dura che stiamo affrontando dal Dopoguerra ad oggi. Nei primi giorni, la maggiore difficoltà che abbiamo dovuto affrontare è stata la pressoché totale mancanza dei principali dispositivi di protezione e di materiale per la sanificazione e l’igienizzazione. Le tante donazioni giunte alla Provincia da imprenditori, associazioni, enti governativi e semplici cittadini cinesi, ci hanno permesso di distribuire oltre 60.000  mascherine e altro materiale sanitario di prima necessità. 
Ma oltre alla parte sanitaria, l’emergenza ha riguardato la vita stessa delle persone: cittadini inermi costretti a restare nelle proprie case, imprenditori, negozianti, esercenti che hanno chiuso le serrande, giovani, ragazzi e bambini catapultati dalla quotidianità scolastica, culturale e formativa all’impossibilità di svolgere qualsiasi attività esterna. Teatri, musei, associazioni musicali e artistiche hanno dovuto annullare ogni  tipo di iniziativa nel breve e nel lungo termine. Una catastrofe sociale che rischia di lasciare segni profondi se non ci uniremo tutti insieme per ripartire nel rispetto delle regole.
Ma anche in questo caso Padova ha dimostrato di saper reagire cercando ogni opportunità data dalla tecnologia per entrare nelle case delle persone con stimoli creativi e proposte culturali. 
I padovani hanno dato e stanno dando grande prova di responsabilità restando a casa. Ma alle difficoltà delle fasce più deboli, in particolare, ha risposto ancora una volta il grande cuore della Protezione civile della Provincia di Padova. Sono stati oltre 1600 i volontari che si sono messi a disposizione dei Comuni e delle Istituzioni per consegnare alimenti, farmaci, mascherine e provvedere ai bisogni di tanti anziani e persone sole particolarmente colpiti da questa emergenza. A loro va tutto il nostro più sincero ringraziamento.
Nessuno potrà promettere che sarà facile, ci aspetta un periodo tutto in salita per l’occupazione, per la scuola, per il turismo, per tanti settori produttivi e sociali. Dalla crisi del 2009 e 2010 Padova è uscita facendo sistema con tutte le anime associative, imprenditoriali, istituzionali. Dalla Diocesi alle Fondazioni. E’ un sistema collaudato che ora dovremo rimettere in moto più forte di prima per dare tutte le risposte possibili alle difficoltà dei nostri cittadini. Insieme, dobbiamo e possiamo farcela". 

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