UN NUOVO DPCM DI RESTRIZIONI, PASQUA BLINDATA

26 Febbraio 2021 17:57

Un altro mese di restrizioni severe a contenimento del virus. Il nuovo DPCM, in ultimazione proprio in questi giorni, sembra non preveda particolari allentamenti rispetto alle regole adottate nella fase autunno invernale dell’emergenza.
Il testo definitivo è atteso entro lunedì ma fin d’ora fonti governative lasciano trapelare le prime indiscrezioni quasi certamente non orientate ad un alleggerimento, anzi.

Confermato il sistema a zone di rischio diversificato, si va verso il mantenimento del coprifuoco serale, la chiusura di bar e ristoranti dopo le 18 e il conseguente divieto di asporto per gli esercizi non dotati di cucina.
Ancora chiuse palestre e piscine, serrata anche per cinema e teatri sebbene si discuta di una possibile apertura di questi dal 27 marzo, subordinata però alla situazione epidemiologica dei vari territori, che non si prospetta rosea.
In questo quadro tramonta anche l’ipotesi della ristorazione aperta alla sera in zona gialla e, ovviamente, lo spostamento fra regioni, anche con lo stesso basso livello di allarme.
Invariata invece la situazione delle scuole, che resterebbero aperte secondo le disposizioni attuali.
Il nuovo DPCM entrerà in vigore alla scadenza dell’attuale, il 5 marzo, per poi estendersi fino al 6 aprile e comprendere al proprio interno anche le festività pasquali.
Si tratterebbe di un’altra “Pasqua blindata” soprattutto per i territori che saranno classificati in zona rossa, simile, anche se non paragonabile, a quella dello scorso anno, in piena prima ondata.
La durezza delle misure previste dipende dall’attuale situazione epidemiologica, tutt’altro che rassicurante. L’RT nazionale si attesta a 0,99 e otto regioni hanno superato il 30% dei letti intensivi occupati.

Per il Veneto, avviato verso la conferma della zona gialla, la prossima potrebbe essere la settimana cruciale. Nonostante i ricoveri in lieve calo e il rischio diffusione valutato come moderato, l’indice RT è vicino all’uno e l’aumento dei nuovi casi in 14 giorni è dell’8,5%.
Le terapie intensive risultano occupate per il 10%, mentre i letti ordinari per il 13. Dati ancora abbastanza buoni ma che non devono trarre in inganno: appena i numeri dovessero indicare il contrario l’area arancione potrebbe diventare realtà.

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