DE POLI: “ALTA VELOCITA’ E NUOVA STAZIONE CRUCIALI”

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02 Marzo 2021 17:02

"Il progetto della nuova stazione di Padova è un'opportunità da sfruttare. Il suo ammodernamento anche nell'ottica dell'attraversamento dell'Alta velocità e la riqualificazione delle aree adiacenti cambieranno in maniera profonda il volto della città e, di certo, non si debbono e non si possono creare nuovi muri tra l'Arcella e il resto della città. Condivido le richieste contenute nella lettera bipartisan rivolta al sindaco di Padova, Sergio Giordani". Lo afferma il senatore UDC Antonio De Poli commentando la richiesta rivolta da diversi consiglieri di maggioranza e opposizione al primo cittadino di Padova sul progetto della nuova stazione.

"Dal punto di vista architettonico il progetto che rivede totalmente l'attuale stazione ferroviaria dovrà tenere conto della necessità di creare nuove connessioni a più livelli: bisogna collegare la stazione con l'Interporto, un'infrastruttura importante a servizio del mondo produttivo e, allo stesso tempo, ricucire il tessuto urbano e ricostruire il legame tra i quartieri a nord e sud della città. Quindi è chiaro che le soluzioni architettoniche che verranno individuate dovranno tenere conto di questo obiettivo primario", continua De Poli.

Il Senatore poi affronta il tema dell'Alta velocità: "Ho posto sul tavolo del Governo la questione. Ho chiesto al ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Enrico Giovannini, di introdurre la Padova-Bologna nel Piano nazionale per la ripresa e resilienza e adottare le iniziative di competenza per inserire tale tratta nel contratto di programma con Rete ferroviaria italiana Spa. Parliamo di un obiettivo che è del territorio: il miglioramento della dotazione infrastrutturale di Padova è uno step essenziale per il rilancio economico del Veneto e del Nord-est".

E conclude: "E’ un investimento importante per Padova e per tutta la nostra regione, su cui tutti dobbiamo lavorare, facendo squadra, e remando nella stessa direzione. E’ una battaglia che non ha colori politici: qui non si tratta di destra o sinistra, ma della vita e del futuro di due regioni (Veneto ed Emilia Romagna) che sono il motore d’Italia. Rinunciare ad un’opera strategica come l’Alta velocità significa creare un danno a tutto il Paese”.

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