TERREMOTI: UNIVERSITA' PADOVA STUDIA IL 'MOTORE' DEI SISMI
news locale - 24/03/2011 12:21

PADOVA, 24 MAR - Prevedere un terremoto oggi è impossibile, ma uno studio dell'Università di Padova apre nuovi scenari per poterlo fare in futuro. A sviluppare la ricerca, pubblicata oggi dalla rivista specialistica "Nature", è stato il prof. Giulio Di Toro che attraverso l'utilizzo di particolari macchine sperimentali ha studiato i terremoti con un approccio totalmente diverso da quello sismologico che sviluppa le conoscenze in base alle sole onde e quindi ai suoni delle scosse. Per Di Toro oggi i terremoti vengono studiati così come si ascolta un motore, quindi deducendo potenza, velocità e direzione attraverso i suoni. Con il metodo avviato a Padova si cerca invece di 'guardare' il motore, ovvero le caratteristiche di pistoni, bielle e altro, in modo da capire la macchina terremoto e conoscere in modo completo il suo funzionamento. Ecco che, dice Di Toro, "viene dimostrato che il calore prodotto dall'interazione dalle superfici in profondità nella Terra è in grado di fondere la roccia o di scatenare reazioni chimiche che complessivamente lubrificano la faglia". "Questo risultato - avverte - da una parte scuote le conoscenze consolidate sulle proprietà delle rocce e dall'altro giustifica diverse osservazioni sismologiche". "Per esempio - spiega Di Toro - la lubrificazione delle faglie durante un terremoto può giustificare gli straordinari spostamenti e dimensioni del terremoto di magnitudo 9 di Sendai e Tohoku". "In questo caso - conclude - masse grandi come metà dell'Italia sono state spostate così tanto da sollevare di diversi metri il fondale dell'Oceano mettendo in movimento la colonna d'acqua che poi ha provocato lo tsunami".

TERREMOTI: UNIVERSITA' PADOVA STUDIA IL 'MOTORE' DEI SISMI

PADOVA, 24 MAR - Prevedere un terremoto oggi è impossibile, ma uno studio dell'Università di Padova apre nuovi scenari per poterlo fare in futuro. A sviluppare la ricerca, pubblicata oggi dalla rivista specialistica "Nature", è stato il prof. Giulio Di Toro che attraverso l'utilizzo di particolari macchine sperimentali ha studiato i terremoti con un approccio totalmente diverso da quello sismologico che sviluppa le conoscenze in base alle sole onde e quindi ai suoni delle scosse. Per Di Toro oggi i terremoti vengono studiati così come si ascolta un motore, quindi deducendo potenza, velocità e direzione attraverso i suoni. Con il metodo avviato a Padova si cerca invece di 'guardare' il motore, ovvero le caratteristiche di pistoni, bielle e altro, in modo da capire la macchina terremoto e conoscere in modo completo il suo funzionamento. Ecco che, dice Di Toro, "viene dimostrato che il calore prodotto dall'interazione dalle superfici in profondità nella Terra è in grado di fondere la roccia o di scatenare reazioni chimiche che complessivamente lubrificano la faglia". "Questo risultato - avverte - da una parte scuote le conoscenze consolidate sulle proprietà delle rocce e dall'altro giustifica diverse osservazioni sismologiche". "Per esempio - spiega Di Toro - la lubrificazione delle faglie durante un terremoto può giustificare gli straordinari spostamenti e dimensioni del terremoto di magnitudo 9 di Sendai e Tohoku". "In questo caso - conclude - masse grandi come metà dell'Italia sono state spostate così tanto da sollevare di diversi metri il fondale dell'Oceano mettendo in movimento la colonna d'acqua che poi ha provocato lo tsunami".

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