INTERNET: POLIZIA POSTALE, IN TRINCEA CONTRO ABUSI RETE
news locale - 15/03/2012 12:01

VENEZIA, 15 MAR - Abusi, truffe, soprusi: la 'rete' é una grande piazza virtuale dove le irregolarità sono in costante aumento e i soggetti particolarmente colpiti e coinvolti sono i giovani, soprattutto minori. L'aumento dell'attività della Polizia Postale è esponenziale, soprattutto nel monitoraggio dei social network. "Prima c'era il pallone, il campetto da calcio - spiega Ciro Pellone, dirigente del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni del Veneto - ora ci sono i social network. I giovani però non conoscono o non sanno qual'é la differenza tra il semplice scherzo, fatto magari in classe e redarguito dall'insegnate, e quello sul social network, dove dati e informazioni rimangono, creando un danno psicologico". Per i reati informatici in Veneto ci sono molte denunce per offese, frasi spinte ma anche per sostituzione di persona, creazioni di profili falsi: il padre di una 13enne, per esempio, ha denunciato il 'furto' del nome, della foto di sua figlia su un social network in cui abbondavano le denigrazioni contro tutti. "Un reato su 5 avviene nella rete" osserva Pellone, secondo il quale è importante che i genitori siano accanto ai figli e spieghino i pericoli che si annidano nel web. Anche perché i giovani, sottolinea il dirigente della Polizia Postale, "non si rendono conto che alcune cose possono sfociare nel reato: è un danno per loro stessi e per gli altri". Essere escluso in un social network è la stessa cosa di essere escluso ad una festa. Lo vivono così i ragazzi che 'parlano' su Facebook: qui nascono anche amicizie, ma bisogna stare attenti. Un 16enne, per esempio, è entrato in contatto con due coetanee, arrivando quasi ad incontrarsi. Le due amiche hanno chiesto al giovane delle foto prima normali e poi qualcuna con pose più spinte, disinibite. Solo dopo ha capito in quale trappola era caduto: le due chiedevano un centinaio di euro per non divulgarle in rete. Le ricattatrici, ha scoperto la Postale, erano due trentenni straniere, che avevano chiesto 100 euro, ed aveva usato lo stresso stratagemma più volte ai danni di adolescenti. Non mancano insidie nelle offerte di lavoro. Una 16enne aveva accettato di fare la baby sitter per il figlio di 5 anni di uno straniero che doveva soggiornare in Italia per alcuni mesi. L'uomo aveva inviato un assegno da 1.500 euro, ma una settimana dopo aveva fatto sapere che che non sarebbe potuto più venire in Italia e chiedeva i ritorno dell'80% della somma. La giovane, insospettita, non gli ha dato retta scoprendo poi che l'assegno era di una banca straniera inesistente.

INTERNET: POLIZIA POSTALE, IN TRINCEA CONTRO ABUSI RETE

VENEZIA, 15 MAR - Abusi, truffe, soprusi: la 'rete' é una grande piazza virtuale dove le irregolarità sono in costante aumento e i soggetti particolarmente colpiti e coinvolti sono i giovani, soprattutto minori. L'aumento dell'attività della Polizia Postale è esponenziale, soprattutto nel monitoraggio dei social network. "Prima c'era il pallone, il campetto da calcio - spiega Ciro Pellone, dirigente del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni del Veneto - ora ci sono i social network. I giovani però non conoscono o non sanno qual'é la differenza tra il semplice scherzo, fatto magari in classe e redarguito dall'insegnate, e quello sul social network, dove dati e informazioni rimangono, creando un danno psicologico". Per i reati informatici in Veneto ci sono molte denunce per offese, frasi spinte ma anche per sostituzione di persona, creazioni di profili falsi: il padre di una 13enne, per esempio, ha denunciato il 'furto' del nome, della foto di sua figlia su un social network in cui abbondavano le denigrazioni contro tutti. "Un reato su 5 avviene nella rete" osserva Pellone, secondo il quale è importante che i genitori siano accanto ai figli e spieghino i pericoli che si annidano nel web. Anche perché i giovani, sottolinea il dirigente della Polizia Postale, "non si rendono conto che alcune cose possono sfociare nel reato: è un danno per loro stessi e per gli altri". Essere escluso in un social network è la stessa cosa di essere escluso ad una festa. Lo vivono così i ragazzi che 'parlano' su Facebook: qui nascono anche amicizie, ma bisogna stare attenti. Un 16enne, per esempio, è entrato in contatto con due coetanee, arrivando quasi ad incontrarsi. Le due amiche hanno chiesto al giovane delle foto prima normali e poi qualcuna con pose più spinte, disinibite. Solo dopo ha capito in quale trappola era caduto: le due chiedevano un centinaio di euro per non divulgarle in rete. Le ricattatrici, ha scoperto la Postale, erano due trentenni straniere, che avevano chiesto 100 euro, ed aveva usato lo stresso stratagemma più volte ai danni di adolescenti. Non mancano insidie nelle offerte di lavoro. Una 16enne aveva accettato di fare la baby sitter per il figlio di 5 anni di uno straniero che doveva soggiornare in Italia per alcuni mesi. L'uomo aveva inviato un assegno da 1.500 euro, ma una settimana dopo aveva fatto sapere che che non sarebbe potuto più venire in Italia e chiedeva i ritorno dell'80% della somma. La giovane, insospettita, non gli ha dato retta scoprendo poi che l'assegno era di una banca straniera inesistente.

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