ENTI LOCALI: FINOZZI, PROCEDERE CON UNIONI MONTANE
news locale - 01/08/2012 11:47

VENEZIA, 1 AGO - "C'é un obiettivo dichiarato comune alla politica veneta, che è quello di dare sostanza alle istituzioni e al governo delle nostre zone montane. Io dico che é urgente oggi come era urgente ieri. Ben venga il confronto che faccia l'interesse dei cittadini di queste zone difficili, superando le difficoltà create da decisioni nazionali calate dall'alto con una certa leggerezza". Marino Finozzi, assessore alle politiche della montagna del Veneto, è pronto a dare concretezza alle cosiddette Unioni Montane, "patti funzionali tra i Comuni della nostra montagna che recuperino compiti e servizi già svolti in maniera economica ed efficace dalla Comunità Montane - spiega - destinate alla chiusura con la fine dell'anno. Sono pronto ora, come lo ero a febbraio - aggiunge - quando come giunta regionale abbiamo presentato al consiglio un disegno di legge specifico, i cui contenuti sono stati confrontati a più riprese con le istituzioni locali della nostra montagna". "Il disegno di legge della Giunta data il 7 febbraio - ricorda ancora Finozzi - anche se abbiamo dovuto attendere il 7 aprile perché iniziasse la discussione alla luce delle norme 'parallele' sulle unioni dei Comuni. Capisco dunque la fretta di quanti hanno presentato loro iniziative legislative, che vorrebbero portare in aula nei prossimi giorni. Dico anche che, nella sostanza, questi ultimi testi non si allontanano dai contenuti e dalle proposte del progetto della Giunta, chissà perché dichiarato in questa occasione 'irricevibile'. In alcuni casi direi che alcuni contenuti sono anzi scopiazzati". "Proprio per la comunanza dei contenuti io resto convinto che il percorso legislativo possa essere, come deve, brevissimo, anche se forzature temporali preestive hanno il sapore di una logica diversa, più che bipartisan molto partisan e forse un po' pretestuosa, rispetto alle esigenze del territorio. Il confronto istituzionale si può accelerare - dice ancora Finozzi - ma non conculcare, perché si rischia di raffazzonare articolati in nome di personalismi e esigenze politiche diverse da quelle che devono costruire il nuovo quadro di riferimento per l'autogoverno della montagna, che è un terzo dell'intero territorio veneto e alla quale la Giunta dà la massima considerazione".

ENTI LOCALI: FINOZZI, PROCEDERE CON UNIONI MONTANE

VENEZIA, 1 AGO - "C'é un obiettivo dichiarato comune alla politica veneta, che è quello di dare sostanza alle istituzioni e al governo delle nostre zone montane. Io dico che é urgente oggi come era urgente ieri. Ben venga il confronto che faccia l'interesse dei cittadini di queste zone difficili, superando le difficoltà create da decisioni nazionali calate dall'alto con una certa leggerezza". Marino Finozzi, assessore alle politiche della montagna del Veneto, è pronto a dare concretezza alle cosiddette Unioni Montane, "patti funzionali tra i Comuni della nostra montagna che recuperino compiti e servizi già svolti in maniera economica ed efficace dalla Comunità Montane - spiega - destinate alla chiusura con la fine dell'anno. Sono pronto ora, come lo ero a febbraio - aggiunge - quando come giunta regionale abbiamo presentato al consiglio un disegno di legge specifico, i cui contenuti sono stati confrontati a più riprese con le istituzioni locali della nostra montagna". "Il disegno di legge della Giunta data il 7 febbraio - ricorda ancora Finozzi - anche se abbiamo dovuto attendere il 7 aprile perché iniziasse la discussione alla luce delle norme 'parallele' sulle unioni dei Comuni. Capisco dunque la fretta di quanti hanno presentato loro iniziative legislative, che vorrebbero portare in aula nei prossimi giorni. Dico anche che, nella sostanza, questi ultimi testi non si allontanano dai contenuti e dalle proposte del progetto della Giunta, chissà perché dichiarato in questa occasione 'irricevibile'. In alcuni casi direi che alcuni contenuti sono anzi scopiazzati". "Proprio per la comunanza dei contenuti io resto convinto che il percorso legislativo possa essere, come deve, brevissimo, anche se forzature temporali preestive hanno il sapore di una logica diversa, più che bipartisan molto partisan e forse un po' pretestuosa, rispetto alle esigenze del territorio. Il confronto istituzionale si può accelerare - dice ancora Finozzi - ma non conculcare, perché si rischia di raffazzonare articolati in nome di personalismi e esigenze politiche diverse da quelle che devono costruire il nuovo quadro di riferimento per l'autogoverno della montagna, che è un terzo dell'intero territorio veneto e alla quale la Giunta dà la massima considerazione".

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