CRISI UCRAINA: EXPORT IMPRESE VENETE A RISCHIO

15 Febbraio 2022 15:14

Sono ore delicate quelle che stiamo vivendo in Europa dell’Est. Smentite e indiscrezioni, si susseguono. La speranza sempre la stessa, che il braccio di ferro Nato / Russia arrivi alle battute finali evitando scontri o invasioni. La diplomazia che vede in campo: Germania Francia e finalmente anche l’Italia con il Ministro Di Maio, sembra stia dando i primi frutti. Timidi segnali di un ritiro delle truppe russe dal confine Ucraino si sono visti in giornata anche se la Nato si è affrettata nel smentire la notizia che è rimbalzata online. Anche l’ingresso rimandato nella Nato da parte dell’Ucraina, potrebbe contribuire all’allentamento delle tensioni. Borse in fibrillazione in attesa di sviluppi. Positivo anche l’incontro in giornata tra Scholz e Putin il quale ha promesso il proseguimento della fornitura di gas nei confronti dell’Ucraina e della pace nei territori dell’Europa indicando come un pilastro l’accordo di Minsk.

A seguire gli sviluppi ci sono anche molti imprenditori veneti che hanno legami commerciali con la Russia e l’Ucraina. In ballo nei territori Ucraini ci sono 253 milioni di export, in crescita del 17% nei primi 9 mesi 2021 e in Russia 997 milioni di beni venduti anche in questo caso in crescita del 13%. Tra queste aziende c’è anche la Mulmix di Campo San Martino in Alta Padovana, leader nella produzione di impianti di stoccaggio per l’agroalimentare, con sedi in tutto il mondo anche in Ucraina. Lo scoppio della pandemia e ora le tensioni al confine Russo Ucraino stanno azzerando i guadagni in quell’area della Mulmix e di altre importanti colonne dell’economia del nostro Nord Est.

L’intervista a; NICOLA FINCO Titolare Mulmix di Campo San Martino

Servizio di EMILIANO SCHINCAGLIA 

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