PFAS: REGIONE PARTE OFFESA

09 Marzo 2017 17:15

In relazione alla problematica dell’inquinamento da sostanze perfluoro-alchiliche (Pfas), la giunta veneta ha già adottato un provvedimento con cui si costituisce parte offesa nei procedimenti relativi ad ogni ipotesi di reato che dovesse emergere dalle indagini in corso da parte delle Procure, anche per i reati di più recente introduzione nel codice penale come quello di inquinamento ambientale e di disastro ambientale. Lo ha comunicato l’assessore regionale all’ambiente Gianpaolo Bottacin, dando risposta nel corso di una conferenza stampa a varie sollecitazioni in questo senso da parte degli amministratori locali. Stamane anche Greenpeace ha manifestato davanti a Palazzo Balbi contro l'inquinamento da Pfas che interessa un'ampia area del Veneto compresa tra le province di Vicenza, Verona e Padova

L’assessore Bottacin ha ribadito che da quando è emersa quest’emergenza ambientale nel 2013, la Regione si è immediatamente attivata per la messa in sicurezza delle acque, in particolare con i filtri. Parallelamente la Regione, d’intesa con enti gestori degli acquedotti, sta procedendo all’individuazione della soluzione tecnica strutturale per l’approvvigionamento idrico alternativo dell’area interessata dall’inquinamento, a cui saranno destinati anche gli 80 milioni annunciati dal Ministero dell’ambiente. Con un altro provvedimento recentemente adottato la Regione ha incaricato ARPAV di approfondire, in tempi rapidi, con una indagine di massimo dettaglio, lo stato della contaminazione di tutte le matrici ambientali coinvolte nell’area in cui insiste l’azienda Miteni a Trissino.

Oggi anche l'audizione in II commissione del direttore generale della sanità Domenico Mantoan sulla questione PFAS.

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