VIOLENZA DONNE: UNA OGNI 530 CHIEDE AIUTO

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03 Luglio 2018 15:58

Nel 2017 in Veneto una donna ogni 530 ha telefonato, inviato un mail o richiesto un colloquio per segnalare una difficoltà o una richiesta di aiuto ad uno dei 41 punti di accesso dei Centri Antiviolenza. La rete regionale dei Centri ha registrato 4733 contatti e ha preso in carico 3107 donne, 396 in più rispetto al 2016. A bussare per la prima volta alla porta dei Centri Antiviolenza sono state 2092 donne, cento in più rispetto al 2016; una richiesta di aiuto su due, in media, si è tradotta in un percorso di sostegno e protezione. Si tratta di violenze di tipo psicologico (2232 casi), economico (985 casi), fisico (1705) e sessuale (309). Si è verificato un aumento delle donne che contattano i Centri ma la percentuale di quelle che denunciano è sempre bassa: solamente una donna su quattro denuncia alle forze dell'ordine la violenza o le molestie subite. Sono i dati del reporter annuale sull'attività dei Centri Antiviolenza e delle strutture protette in Veneto che fotografano il fenomeno delle violenze contro le donne e l'attività della rete dei servizi a protezione delle vittime, donne e minori. Sottolinea l'assessore regionale alle politiche sociali Manuela Lanzarin "il Veneto sta ulteriormente potenziando la propria rete con 21 Centri Antiviolenza e 19 case rifugio. Quest'anno diventano operative tre nuove strutture di accoglienza, un Centro Antiviolenza a Legnago e due case rifugio nell'Est veronese e a Treviso. Inoltre cresce il numero degli sportelli periferici dei Centri: se ne aggiungono altri 9 nel 2018, portando a 50 i punti di accesso per le donne nel territorio regionale. In media nel 2017 il Veneto disponeva di un punto di accesso ogni 63 mila donne". A rivolgersi ai Centri Antiviolenza sono soprattutto donne italiane (69%), tra i 31 e i 50 anni, coniugate o conviventi, con un grado di istruzione medio-alto: 6 su 10 sono diplomate o laureate e il 51% ha un'occupazione. Due su tre hanno figli: il 64% dei minori registrati sono vittime di violenza assistita e accompagnano la madre nel percorso di protezione. Nell80% dei casi la violenza avviene all'interno di relazioni affettive. La maggior parte delle donne si rivolge ai Centri per scelta personale (1042), oppure su suggerimento di amici e parenti (581) oppure inviate dalla rete dei servizi territoriali (786). Per quanto riguarda invece le strutture protette, nelle 10 case rifugio e nelle 9 case di secondo livello, nel 2017 si sono registrate oltre 24 mila presenze giornaliere, per il 75% di donne straniere con figli minori. I Centri antiviolenza (13 privati e 8 pubblici) sono aperti 5 giorni su 7, con servizio di reperibilità telefonica h24 e in collegamento con il numero nazionale di pubblica utilità 1522, operano soprattutto grazie ai finanziamenti pubblici: i contributi regionali, statali e comunali coprono l'80% della spesa (oltre 930 mila euro). I rimanenti, pari a 226 mila nel 2017, sono arrivati dal sostegno privato di associazioni, fondazioni, raccolta fondi e libere donazioni.

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