INCHIESTA MIGRANTI: A PROCESSO VICEPREFETTI E EDECO

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18 Giugno 2019 19:56

Rivelazione del segreto d'ufficio, corruzione, turbativa d'asta e falso: sono i reati contestati a vario titolo a ex funzionari pubblici della Prefettura di Padova e manager della coop Edeco che tra il 2014 e il 2017 avrebbero collaborato insieme al fine di evitare i controlli da parte dell'autorità sanitaria e dei carabinieri sull'ospitalità data ai migranti. Oggi il gup Claudio Marassi ha rinviato a giudizio otto persone. Si tratta dei due ex viceprefetti di Padova, Pasquale Aversa e Alessandro Sallusto, della funzionaria della prefettura Tiziana Quintario e dei vertici della coop Edeco, coinvolta in altre inchieste anche a Venezia e Rovigo. Questi ultimi sono Simone Borile, sua moglie Sara Felpati, l'ex presidente Gaetano Battocchio, un dipendente e un consulente del lavoro della cooperativa di Battaglia Terme, imputati per reati minori.
Il processo davanti al tribunale collegiale inizierà il 14 gennaio 2020. Al centro delle indagini, condotte dal Nucleo Investigativo dei carabinieri di Padova, le presunte "soffiate" sui possibili controlli da parte dell'Uls o delle forze dell'ordine alla base di Bagnoli e all'ex caserma Prandina, dove in quegli anni non sarebbero state rispettate le norme dell'accoglienza imposte dalla stessa Prefettura mediante la gara. Nel fascicolo anche la falsificazione della documentazione per accedere al bando Sprar del Comune di Due Carrare. Tra il 2014 e il 2017 furono molte le proteste dei migranti che sostenevano di non ricevere cibo e assistenza sanitaria sufficienti

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