CRESCONO I CONTAGI, CHIUDONO LE SCUOLE IN ALTA

08 Marzo 2021 11:18

Scuole chiuse nei distretti territoriali con una più alta incidenza di contagi, no a zone rosse locali. Nel giorno del ritorno del Veneto in zona arancione, il Presidente Zaia fa il punto della situazione in regione confermando il trend di crescita dei contagi. Il bollettino fa segnare 757 positivi nelle ultime 24 ore, oltre a 1400 ricoverati di cui 157 in terapia intensiva. Soprattutto, però si va verso i 10 mila morti in regione.

Che il virus stia tornando a circolare con maggiore forza in Veneto è confermato anche dall’andamento delle ultime due settimane: se 15 giorni fa i positivi in tutta la Regione erano 22.284, oggi sono 29.514.

Quanto meno dal punto di vista sanitario la situazione è ancora sotto controllo, visto che a oggi i ricoverati sono tra area non critica e rianimazione sono 1400, una cinquantina in più rispetto a due settimane fa. Anche se tre province stanno già manifestando una curva in evidente crescita: Padova, Treviso e Verona.

A preoccupare, però, è l’incidenza di contagi settimanali in rapporto alla popolazione. Tre distretti, l’Alta padovana, Asolo e il Veneto Orientale sono al momento al di sopra di quella soglia di 250 che secondo il nuovo dpcm dà la possibilità alle autorità locale di disporre la chiusura delle scuole. Allora in queste zone, presumibilmente da giovedì, scatterà la chiusura di tutte le scuole dalla seconda media in su. Anche perché è dimostrato come a oggi il virus colpisca molto di più i giovani rispetto ai mesi scorsi.

La Regione intanto sta predisponendo un nuovo piano di sanità pubblica per riorganizzare gli ospedali nel caso in cui si registrasse un forte aumento di ricoveri.

E parallelamente prosegue la campagna di vaccinazione che Zaia auspica possa accelerare nelle prossime settimane. Dal punto di vista logistico, ha detto il Presidente, il Veneto è attrezzato. Alcuni centri vaccinali cominceranno a lavorare sette giorni su sette, e la vera sfida sarà quella di mettere in piedi una vera e propria filiera di immunizzazione, dando per esempio anche alle aziende la facoltà di vaccinare in proprio.

Il tutto, però, dipenderà dalla disponibilità di dosi. Una buona notizia, destinata a cambiare il piano, è la possibilità di somministrare anche agli over 65 il siero AstraZeneca, di cui nel secondo trimestre dell’anno sono previste solo per il Veneto circa un milione di dosi.

Vaccino cruciale in primo luogo per la messa in sicurezza della popolazione anziana. Nelle case di riposo della regione attualmente sono positivi solo 141 ospiti sugli oltre 28 mila totali.

Ma poi anche per rilanciare il territorio dal punto di vista economico e soprattutto turistico. L’obiettivo è vaccinare tutti i veneti entro l’estate, e Zaia conferma come si stia lavorando al passaporto vaccinale.

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