L’ASPETTO SOCIALE DELLA SCUOLA NON VA DIMENTICATO

09 Aprile 2021 18:02

Nell'ultima settimana, anche in Veneto, tornato in zona aranacione, le scuole sono finalmente ripartite. Tutti in classe dagli asili nido alla terza media, mentre alle superiori la didattica a distanza vale ancora per il cinquanta per cento degli studenti.
La speranza è che almeno d'ora in poi, da qui a fine giugno, l'anno scolastico, già di per sè in gran parte andato perso, possa concludersi in maniera abbastanza regolare.
I giovani hanno pagato un prezzo altissimo, in questo anno di pandemia, costretti a stare chiusi in casa sia per seguire le loro lezioni e il loro percorso formativo, ma costretti anche a perdere il filo delle loro relazioni sociali,
cosa forse ancor più importante nell'età della crescita. Per gli studenti delle superiori, ancora per metà in didattica a distanza, il rischio è che la lontananza dalle classi e dagli amici possa avere, a lungo termine, delle conseguenze spiacevoli,
perchè comunicare attraverso uno schermo non è la stessa cosa. 
L'unica speranza è che presto la campagna vaccinale possa accelerare definitivamente sino alle soglie auspicate. Così che per settembre, quando comincerà un nuovo anno scolastico,
non si debba mai più ragionare sull'aprire o chiudere le scuole per evitare l'ennesima risalita della curva del virus. 

Intervista: NADIA VIDALE, Dirigente Scolastico ITI "Severi" – Padova.

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