ANGELI DELLA PANDEMIA, UN IMPEGNO DA PREMIO NOBEL

13 Maggio 2021 13:30

«Ovunque per il bene di tutti». uno slogan che non sono parole al vento, ma una vera e propria missione. Ed è proprio per questo, forse, che gli infermieri italiani, insieme a tutto il personale sanitario, sono stati candidati al Premio nobel per la Pace per quanto fatto durante l'ultimo anno alle prese con il Coronavirus.

Tante specializzazioni, competenze ed emozioni, una continua formazione e una sconfinata disponibilità per i pazienti: sono queste doti, queste qualità e la profonda dedizione alla professione, a rendere uniche queste persone. Professionisti che forse non vengono valorizzati come meritano, se confrontati con i colleghi che hanno seguito la via della medicina vera e propria, ma che ogni giorno, dentro gli ospedali, ma anche nelle case dei pazienti e in tantissime altre strutture di ricovero o di cura, vivono ancor più a stretto contatto con coloro che soffrono.

Tenaci, durante l’emergenza Covid-19, hanno continuato a prendersi cura ogni giorno dei pazienti, garantendo massima qualità e sicurezza. E con la giornata internazionale che li ha celebrati il 12 maggio, si è voluto omaggiarli proprio per l'importanza unica che rivestono nel grande mondo della sanità e dell'assistenza ai malati. In corsia, in sala operatoria, o in terapia intensiva. Nelle case dei pazienti o persino prestati alla campagna vaccinale per la popolazione: sempre con il sorriso, anche dietro alla mascherina, gli oltre 450mila infermieri ed infermiere italiani hanno vissuto un anno in trincea. E per una volta sono stati loro, con le loro fatiche e la loro abnegazione, a prendersi la scena: simboli universali della lotta alla pandemia, alla quale non si sono mai tirati indietro.

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