PRIMO GIORNO DI SCUOLA TRA DUBBI E FIDUCIA

13 Settembre 2021 13:20

Scuola ai tempi del covid, anno terzo. E’ suonata oggi la prima campanella per 575 mila studenti veneti, 107 mila solo nella provincia di Padova.

Un altro anno scolastico che giocoforza dovrà ancora fare i conti con il coronavirus. Ma per gli studenti la mascherina, il distanziamento e perché no, anche gli ingressi scaglionati negli istituti con i numeri più alti ormai non sono più una novità.

Semmai, questo sarà ricordato come l’anno del Green Pass. Dal primo settembre infatti è in vigore l’obbligo del certificato verde per chiunque entri negli istituti e non sia uno studente. Quindi docenti, personale e anche per i genitori.

Intoppo questo, destinato ad avere le maggiori ripercussioni soprattutto nel mondo delle scuole dell’infanzia, dove i genitori tendono a portare i figli all’interno delle strutture.

E momenti di tensione si sono verificati questa mattina all’asilo nido comunale Balena Blu di via Gradenigo, a Padova, dove una mamma che non aveva il Green Pass pretendeva di entrare lo stesso a scuola e alla fine è tornata a casa con il figlio.

E da questo punto di vista c’era grande attesa per il varo della piattaforma centralizzata che, almeno nelle intenzioni, semplificherà il processo di verifica del certificato. I presidi, o chi da loro delegato, non dovranno più controllare il Green Pass persona per persona, ma un sito ad hoc collegato con le Ulss di volta in volta dirà chi non è in regola.

Secondo la normativa,  chi non avrà il Green Pass subirà cinque giorni di sospensione, durante i quali dovrà sottoporsi ad almeno una dose di vaccino. In caso di rifiuto riceverà una sanzione di 400 euro e sarà collocato in aspettativa senza stipendio fino a quando non si presenterà con il certificato.

Nel padovano, sui 12 mila docenti e personale Ata totali, circa il 10% ancora non è in regola con le vaccinazioni e rischia di dover essere sostituito.

Le scuole elementari e le medie, che comunque l’anno scorso hanno potuto garantire quasi sempre le lezioni in presenza, sperano in un anno quanto più vicino alla normalità possibile.

Diverso invece il caso delle superiori, che anche durante lo scorso anno scolastico hanno dovuto fare i conti per un lungo periodo con la didattica a distanza e che sperano di essersi lasciati il peggio alle spalle.

Buone notizie, intanto, per gli studenti dell’Istituto Ruzza di Padova. Dopo che nei giorni scorsi i docenti avevano lamentato la carenza di spazi, il vertice tenutosi nel pomeriggio con la Provincia ha permesso di individuare tre aule all’ex Convitto Magarotto. Nei prossimi giorni, si cercherà di trovarne una quarta – lo scorso anno era al Marconi – in ogni caso il problema sembrerebbe rientrato.

Infine, con l’inizio del nuovo anno scolastico, è partito anche il progetto scuole sentinella predisposto dalla Regione: per la provincia di Padova apripista sarà il liceo scientifico Cornaro: nelle prossime ore sarà consegnato ai primi ragazzi un kit con il test salivare che ognuno si autosomministrerà a casa, per poi riportarlo a scuola il giorno seguente: qualora uno studente risultasse positivo, si procederà a monitoraggio attivo della classe che potrà continuare a fare didattica in presenza. Se gli studenti positivi saranno più di uno, verrà posta in isolamento tutta la classe, per 7 giorni i vaccinati, per 10 giorni i non vaccinati.

Al monitoraggio prenderanno parte altre sette scuole elementari e quattro scuole medie: in totale i test salivari saranno offerti a tremila studenti, testati ogni 15 giorni fino a giugno.

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