GIÀ 103 VITTIME: “ORA BASTA VIOLENZA SULLE DONNE!”

25 Novembre 2021 14:09

Nel cortile di Palazzo Moroni, vengono scanditi uno per uno, accompagnati dal suono di un violoncello, i nomi delle donne vittime di femminicidio in Italia in questo 2021, tragico per numeri e per proporzioni di un fenomeno che purtroppo non accenna a vedere diminuzione. Padova celebra così, tra i suoi tanti appuntamenti in questo 25 novembre, sotto la targa apposta un anno fa a Palazzo Moroni, la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne.

Tra gennaio e novembre, sono state 103 le donne uccise nel nostro paese. Di queste, 87 sono state vittime della mano di persone a loro vicine, e 60 di queste dal compagno o dall’ex partner. E il dato più preoccupante, è che se dal un lato il dato dei femminicidi torna a salire nel 2021, rispetto agli ultimi anni nei quali si registrava un leggero calo, nel contesto generale gli omicidi calano del 2%, ma aumentano del 6% le vittime di sesso femminile.

Il lockdown e la pandemia hanno acuito un problema già in sé profondo. Nel 2020 le chiamate al numero di emergenza, il 1522, sono quasi raddoppiate rispetto al 2019. Con picchi preoccupanti nei mesi di chiusura totale: 176,9% ad aprile 2020 rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, e a maggio, 182,2% rispetto al 2019.

Avere la forza di denunciare, o anche solo di rivolgersi ad un centro antiviolenza, è il primo passo per uscire dall’incubo. Ma il percorso è comunque lungo e tortuoso: a Padova, nell’ultimo anno, il centro veneto progetti donna ha raccolto in media un centinaio di richieste d’aiuto al mese. E lo step successivo, per molte madri con figli, è trovare riparo in una delle case-rifugio sul territorio.

Al giorno d’oggi, le leggi ci sono ma molto spesso non vengono del tutto applicate, a cominciare dal “codice rosso”. È questo, il grido di allarme che lanciano le associazioni di tutela e difesa delle donne maltrattate. Ma comunque una normativa non basta: servono un’educazione e una cultura, tra le donne stesse, perché siano più consapevoli, tra gli uomini, perché smettano di sentirsi superiori, e ovviamente tra i più giovani, per creare un domani migliore dei nostri tempi.

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