TARIFFE ALLE STELLE: “MA GLI AIUTI NON BASTERANNO”

19 Febbraio 2022 16:04

Il Governo Draghi mette su piatto 6 miliardi di euro per mitigare il caro bollette. Le misure, annunciate dopo il Consiglio dei Ministri di venerdì pomeriggio, serviranno a famiglie, imprese e amministrazioni locali per contrastare l’impennata delle tariffe energetiche: 2,7 miliardi di euro, quelli destinati alle famiglie, e alle imprese circa 2,8 miliardi.

Con questo nuovo provvedimento, il terzo stanziamento dall’inizio della crisi energetica, il totale dei fondi a contrasto delle bollette impazzite per energia elettrica e gas sale ancora: 3,8 miliardi erano stati finanziati nella Legge di Bilancio 2022, 1,7 miliardi arrivarono dal decreto per il contrasto ai rincari del 21 gennaio, e 5 miliardi e mezzo sono stati approvati alla fine di questa settimana per famiglie e imprese, al netto degli aiuti erogati a Regioni ed enti locali.

Che impatto avranno, però, questi fondi, sull’effettiva quotidianità di famiglie e imprese? A dirlo, è uno studio della CGIA di Mestre che mette a confronto aiuti e rincari.

A cominciare da quelli delle famiglie: nel primo semestre del 2022, le utenze private subiranno un rincaro complessivo di 15,4 miliardi di euro nel nostro paese. E gli aiuti del Governo per questa platea, 3,8 e 2,7 miliardi nei primi due trimestri dell’anno, portano comunque i nuclei familiari italiani a dover sopportare una spesa extra di 8,9 miliardi euro nella sola prima metà dell’anno.

Peggio ancora va alle nostre imprese, la cui base di partenza è un rincaro semestrale da ben 29,4 miliardi di euro: dal Governo, in questo caso, sono arrivati aiuti complessivi solo per 4 miliardi e mezzo, e l’aumento netto perciò schizza a 24,9 miliardi.

Facendo un consuntivo, questo scherzetto delle tariffe al rialzo costerà all’Italia 44,8 miliardi tra famiglie e imprese: 11 verranno coperti dagli aiuti governativi, ma ben 33,8 usciranno letteralmente dalle tasche di famiglie e imprenditori.

Per questo, secondo l’Ufficio studi della CGIA, il Governo dovrebbe essere più incisivo, così come hanno fatto molti altri paesi europei. Spagna e Francia hanno imposto dei tetti agli aumenti delle bollette per un periodo temporaneo. Polonia, Portogallo, Grecia, ed Estonia, invece, hanno previsto anche sconti o azzeramenti totali delle tariffe di rete, rinviandone nel tempo gli aumenti o ponendoli a carico del bilancio dello Stato.

 

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