IN VENETO GARA DI SOLIDARIETA’ PER L’UCRAINA

18 Marzo 2022 11:07

Sono più di 5900 i profughi ucraini arrivati in Veneto: un flusso sempre maggiore di persone in fuga dall’est e giunti anche in regione. Soprattutto donne e bambini desiderosi di lasciarsi alle spalle morte e distruzione.

Già da giorni la regione ha attuato tutta una serie di misure, dai controlli sanitari fino alle strutture per gestire gli arrivi, con in totale 1200 posti letto messi a disposizione per la prima accoglienza.

Oltre agli oltre 9 mila posti letto offerti dai cittadini, altri dalle imprese: sono un centinaio quelli individuati dagli imprenditori di Assindustria Venetocentro, che hanno messo a disposizione anche 290 posti di lavoro.

Nella giornata di venerdì sono stati effettuati 714 tamponi, per un totale di oltre 11.300, con un tasso di positività pari al 2,7%.

Il 37,5% delle persone sottoposte a tampone ha meno di 14 anni, il 51% ha tra 15 e 49 anni, l’11,3% più di 50 anni. Il 71% sono femmine e il 29% maschi.

Solo una persona su tre, in media, è vaccinata, e così il servizio sanitario regionale sta provvedendo anche a questo.

A 861 profughi è stata somministrata almeno una vaccinazione, in grande maggioranza anticovid ma non solo. In totale sono state somministrate 1.040 dosi.

Intanto il Presidente Zaia ha annunciato di aver messo a disposizione della Protezione Civile nazionale anche l’Ospedale da campo donato alla Regione dal Qatar nella prima fase di emergenza Covid.

Intanto, la scorsa notte i primi 46 profughi sono arrivati all’ex Ospedale di Monselice.

Ma sono molti gli enti e le associazioni impegnati negli aiuti al popolo ucraino: in queste ore il Console onorario d’Ucraina per il Nordest Marco Toson è partito per la Polonia con la Protezione Civile per monitorare i punti logistici di di raccolta degli aiuti umanitari e dei punti di accoglienza dei rifugiati.

E una prima missione umanitaria è stata messa in piedi anche da Confapi Padova, in associazione con la Croce Verde: all’alba è partita una spedizione di 21 volontari e 9 mezzi di trasporto, che consegnerà al confine polacco materiale raccolto grazie a imprenditori e privati cittadini.

La Comunità ucraina di Padova, invece, continua a raccogliere medicinali da consegnare agli ospedali dell’ovest del paese.

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