REFERENDUM ABROGATIVI: SI VOTA IL 12 GIUGNO

11 Maggio 2022 14:30

Domenica 12 giugno non si vota solo per le amministrative. Ai seggi, gli aventi diritto, sono chiamati ad esprimere il proprio parere anche su cinque referendum abrogativi in materia di giustizia, promossi da Lega e radicali e ammessi dalla Corte costituzionale.

I quesiti referendari riguardano l’incandidabilità, le misure cautelari, la separazione delle carriere dei magistrati, i consigli giudiziari, e il Consiglio Superiore della Magistratura.

Con la croce sul SI’ si indica che la norma sottoposta a referendum sia abrogata, con il NO invece si esprime la volontà che la norma resti in vigore.

Si dovrà esprimere parere favorevole o contrario che sia sull’abrogazione del Testo unico delle disposizioni in materia di incandidabilità e di divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi. Se vincerà il sì a decidere su eventuali divieti di ricoprire cariche non sarà più la camera o il senato per il deputato o il senatore già in carica, ma chiamato a decidere il singolo caso sarà il giudice così come avveniva prima del 2012.

Un altro quesito riguarda le limitazioni delle misure cautelari. La custodia cautelare in carcere attualmente può essere disposta solo in caso di “gravi indizi di colpevolezza” e può essere motivata dal pericolo che la persona indagata ripeta il reato di cui è accusata, dal pericolo di fuga o da quello che vengano alterate le prove a suo carico.Se vincerà il sì al referendum non varrà più la prima di queste motivazioni, la possibile reiterazione del reato.

La separazione delle funzioni dei magistrati è l’argomento di un altro dei cinque referendunm. Se vinceranno i sì il magistrato dovrà scegliere all’inizio della carriera se vuole essere pubblico ministero e quindi avere funzioni requirenti o giudice con funzioni giudicanti.

Il quarto riguarda invece la partecipazione dei membri laici (avvocati e professori universitari) a tutte le deliberazioni del consiglio direttivo della corte di cassazione e dei consigli giudiziari, organi “ausiliari” del Consiglio superiore della magistratura. Una delle funzioni, tra le altre, è di esprimere le valutazioni di professionalità dei magistrati. Se al referendum vinceranno i sì oltre agli appartenenti alla magistratura, anche avvocati e professori parteciperanno attivamente alla valutazione dell’operato dei magistrati da cui finora erano esclusi.

Infine è richiesto il parere sull’abrogazione di norme in materia di elezioni dei componenti togati del consiglio superiore della magistratura. Ovvero se vince il Sì sarà cancellata la norma che stabilisce che un magistrato per candidarsi al Csm debba presentare dalle 25 alle 50 firme a proprio sostegno, un modo per favorire le qualità professionali del candidato piuttosto che l’orientamento politico.

Affinchè il referendum abrogativo sia valido, dovranno votare la metà più uno degli aventi diritto. 

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