BUROCRAZIA, QUANTO MI COSTI: 250€ ALL’ANNO A TESTA

20 Giugno 2022 10:55

251 euro all’anno. E’ quanto costa, in media, ad ognuno di noi, la burocrazia. Il dato emerge da uno studio della Cgia di Mestre per conto di Asmel, l’Associazione per la Sussidiarietà e la Modernizzazione degli Enti Locali che rappresenta oltre 3.800 Comuni in tutto il paese.

E sono proprio i Comuni, specialmente quelli più piccoli, ad essere maggiormente penalizzati. La “colpa” della burocrazia, evidenziano gli artigiani mestrini, è quella di richiedere molto personale per poter ottemperare alle richieste e alle procedure, personale che potrebbe invece essere investito per erogare altri servizi a cittadini e imprese.

Di qui la necessità di altro capitale umano per riuscire a gestire il tutto, con ulteriori costi a carico della collettività.

In termini complessivi il costo della burocrazia nel nostro paese sfiora i 14 miliardi e mezzo di euro. Un dato ottenuto osservando i dati della cosiddetta “missione numero 1” dei bilanci comunali, che misurano le spese di funzionamento della macchina comunale.

Cifra che, se rapporta alla spesa corrente di ciascun municipio, individua quante risorse, ogni anno, quello stesso comune deve destinare alla burocrazia.

Alcuni servizi di questo tipo, per esempio, sono la “gestione economica, finanziaria, programmazione e il provveditorato”, oppure l’ “ufficio tecnico”, o ancora la “gestione delle entrate tributarie e i servizi fiscali”, la “gestione dei beni demaniali e patrimoniali” e le “risorse umane”.

Attenzione, un dato così alto non significa necessariamente che ci si trovi di fronte a uno spreco di risorse, perché all’interno ci sono voci anche prettamente istituzionali, come le elezioni o l’anagrafe, costi che in nessun modo possono essere ridotti.

Nel 2020, a livello nazionale, l’incidenza delle spese per la burocrazia si è assestata al 27%, in leggero calo rispetto agli anni precedenti, per un’incidenza, come detto, di 14 miliardi e mezzo di euro.

A livello regionale, evidenzia la Cgia, si nota come la maggiore pressione la subisca il Sud Italia.

Il Veneto, che si piazza esattamente a metà di questa classifica, vede comunque una pressione causata dalla burocrazia più alta rispetto alla media nazionale, 29,8% per una spesa totale di un miliardo e 89 milioni di euro.

Al primo posto, invece, c’è la Valle d’Aosta, dove il peso della burocrazia arriva quasi al 42%, seguita da Basilicata, Molise e Sicilia.

“Ormai nei Comuni il peso di adempimenti, spesso puramente formali o ridondanti, rappresenta sempre più l’ostacolo maggiore al buon funzionamento degli Enti. Un allarme simile a quello lanciato dalle Pmi e il fatto che ora venga denunciato da strutture pubbliche la dice lunga sui guasti generati dall’eccesso di regolazione, vera zavorra del sistema Italia” evidenzia il Segretario generale di ASMEL Francesco Pinto.

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