SICCITÀ, ZAIA: “SI DICHIARI SUBITO EMERGENZA”

22 Giugno 2022 11:10

Situazione sempre più preoccupante quella della siccità e il Veneto va verso lo stato di emergenza. A richiederlo già dal 21 aprile scorso è il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia che da mesi lotta per ottenere ciò che è necessario per il territorio. Le sue parole delineano la crisi in atto: “Con l’escalation di siccità che si sta registrando in questi giorni, ogni minuto è sempre più prezioso. Non si può più aspettare; la situazione deve essere affrontata con massima velocità anche dal Governo” afferma Zaia. Il dato più eclatante di criticità per il Veneto è quello registrato a Porto Tolle, che a causa dell’intrusione del cuneo salino vede interrompere le derivazioni irrigue fino a oltre 20km dalla costa, in aggiunta alla situazione molto critica che coinvolge il fiume Po che registra oltre il 60% in meno di portata di acqua al secondo. Le temperature superano i 40 gradi, le falde sono sempre più basse e le ordinanze comunali per il razionamento dell’acqua si moltiplicano.

I fiumi della pianura padana segnano portate ridotte ai minimi storici ed è necessario definire le priorità di uso dell’acqua disponibile, con precedenza ai settori di primaria importanza come quello agricolo e limitare il più possibile gli sprechi. La dipendenza dell’Italia dall’estero in molte materie prime e la ridotta produzione italiana portano l’Italia, già affaticata dalla situazione di guerra in Ucraina, ad aver bisogno di tutto il suo potenziale produttivo nazionale. La somma totale dei danni causati dalla siccità sale a 3 miliardi di euro a livello nazionale, aggravata ulteriormente dalle improvvise bufere e grandinate che hanno colpito pesantemente anche il Veneto. Le province più martoriate dal maltempo sono Belluno, Treviso e Venezia, con chicchi di grandine di medie dimensioni che che hanno interessato i campi, gli orti e le coltivazioni di mais e soia, danneggiandoli gravemente. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, bufere e tempeste improvvise non risolvono il fabbisogno idrico ma finiscono solamente per devastare ulteriormente le produzioni agricole.

 

 

FacebookTwitterLinkedIn

leave a reply