INFLAZIONE, PADOVA LA NONA CITTÀ PIÙ CARA D’ITALIA

20 Settembre 2022 17:06

Padova è una tra le dieci città che maggiormente, in tutto lo Stivale, sta risentendo dell’inflazione galoppante di questi mesi. Ogni famiglia media padovana, quest’anno spenderà mediamente oltre duemila euro in più, per acquistare gli stessi beni o servizi che comprava un anno fa. Lo dice l’Istat, l’istituto nazionale di statistica, che rendendo noti i dati dell’inflazione ad agosto nelle regioni italiane, ha stilato una classifica delle città e delle regioni più care d’Italia, in termini di aumento del costo della vita.

In testa alla classifica dei capoluoghi e delle città con più di 150 mila abitanti più care c’è Bolzano dove l'inflazione annua, pari ad un 10,5%, si traduce in una maggior spesa aggiuntiva annua equivalente, in media, a 2791 euro. Poi Trento, Bologna, Ravenna, Verona, Milano, Brescia e Perugia. E poi ecco proprio Padova, al nono posto nazionale delle città più care: all’ombra del Santo, l’inflazione ad agosto arriva alla soglia del 9,1%, con un esborso per ogni famiglia media superiore di 2.118 euro all’anno.

Non sorprende, che con ben due capoluoghi di provincia su sette inseriti nella top ten delle città più care, il veneto sia nelle primissime posizioni della classifica per regioni. Il Trentino comanda sia l’una che l’altra, ma subito dietro c’è proprio il Veneto, dove la crescita dei prezzi del 9% implica un'impennata del costo della vita pari a 2060 euro per famiglia.

A Padova, in questi mesi, le voci si spesa schizzate verso l’alto non si contano. E nella maggior parte dei casi, si tratta davvero di beni primari o di assoluta necessità. A cominciare certamente dalle spese per l'energia, che registrano un balzo verso l’alto del 75,9%. I prodotti alimentari sono cresciuti del 12,3 %, le bevande analcoliche r5egistrano incrementi medi dell’8,4%, mentre costa il 5,1% in più, mangiare fuori casa e fruire dei servizi di ristorazione. Un aumento vertiginoso, che naturalmente manda moltissimi padovani in difficoltà. A cominciare dalle fasce più deboli, anziani in primis.

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