1992: LA RIVOLUZIONE DI MANI PULITE 19/02/21

19 Febbraio 2021 22:02

1992: la rivoluzione di Mani Pulite

Ospiti:
– Settimo Gottardo già Sindaco di Padova
– Francesco Trotta, direttore Associazione Cosa Vostra
– Prof. Paolo Roberto Graziano, docente di Scienze Politiche dell’Università di Padova

Mani Pulite èil termine che identifica la più grande rivoluzione fatta in Italia successiva alla tragica dipartita dei giudici Borsellino e Falcone.
Quella fu un’epoca che consentì all’Italia di fare un salto epocale per liberare il paese dalla morsa di un partitismo avido e predatorio.
Mani pulite non fece sconti a nessuno, ma fu vittima dei suoi stessi accusati che pur commettendo reati, conservavano il potere ed una spudorata certezza sulla loro impunibilità. Sono politico ergo sono intoccabile.

1992: la rivoluzione di Mani Pulite, parte 2

La certezza stava in un passato remoto, da quella unità d’Italia che si era si era forgiata nella corruzione, nel sopruso e nella sopraffazione della classe medio-povera.
Andava dal Banco di Sicilia depredato da Garibaldi e i suoi mille patrioti con Ippolito Nievo in testa, allo scandalo della Banca Commerciale, all’oro di Dingo Mani pulite parte e arriva ad oggi al Pio Albergo Trivulzio che rappresenta una impercettibile smagliatura del sistema-partito che con una reazione a catena finisce per travolgere tutto e tutti.
Siamo alle ore 17 del 17 febbraio 1993. Anche anche qui siamo in presenza di tre magistrati giovani, ben preparati, con una vocazione che li tiene insieme: la fiducia nella giustizia e la volontà di tenere fede alla loro professione ovvero fare onore al sistema giudiziario.

1992: la rivoluzione di Mani Pulite, parte 3

La smagliatura coinvolge per primo il Partito Socialista, un partito che in varia misura ha fatto la storia dell’Italia. Una grande svolta ha imposto la sua alleanza con Aldo Moro per dare una svolta moderna nel 1963 con il primo centro sinistra. Trent’anni dopo quel partito è irriconoscibile ci ha pensato il Cavaliere nero che, sorto dai riti siciliani, finisce per impossessarsene e mettere a capo del partito Nenniano un novellino Bettino Craxi un sedicente segretario di transizione estromettendo così un grande e storico funzionario del PSI Francesco De Martino e al suo rifiuto il conseguente rapimento del figlio. Ma cominciamo dai fatti.

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