DONALD TRUMP E L’IMPEACHMENT PERDUTO 19/02/21

19 Febbraio 2021 22:01

Donald Trump: l’impeachment perduto.

Ospiti della puntata:
– Prof. Stefano Luconi, docente di Storia degli Stati Uniti dell’Università di Padova
– Prof. Fabrizio Tonello, docente di Scienza della Politica dell’Università di Padova

Si è chiuso in appena cinque giorni il processo di impeachment per Donald Trump.
Un processo lampo dove l’ex presidente americano , accusato di incitamento all’insurrezione per l’assalto a Capitol Hill, sede del congresso  del 6 gennaio scorso, è stato assolto.

Il Senato non ha condannato Trump. I voti a favore sono stati 57 voti, 50 democratici più sette repubblicani. I contrari  43. Per la condanna erano necessari 67 voti, ossia i due terzi dei 100 senatori.
Per far passare la mozione, e raggiungere la maggioranza dei due terzi, ce ne sarebbero voluti dieci in più.

Finisce tutto così, o Trump è ancora penalmente responsabile e condannabile?

La non condanna di Trump era una sentenza annunciata.
Il leader dei repubblicani al Senato, Mitch McConnell, aveva diffuso una mail ai colleghi di partito in cui annunciava la sua intenzione di votare contro la condanna dell’ex presidente.

Trump era stato responsabile di quanto accaduto, specificava McConnell, ma non avrebbe votato per la sua condanna perchè riteneva inappropriato un processo di impeachment per un presidente già decaduto.

Intanto, dalla Casa Bianca, Joe Biden invita a stare attenti: “Anche se il voto finale non ha portato a una condanna – ha dichiarato il presidente – la sostanza dell’accusa non è in discussione. Questo triste capitolo della nostra storia ci ha ricordato che la democrazia è fragile. Che deve essere sempre difesa. Che dobbiamo essere sempre vigili”.

Trump invece ha festeggiato, “E’ la fine di una caccia alle streghe” ha detto,  ventilando un suo imminente ritorno sulla scena politica.
Nonostante l’assoluzione, però, altri guai giudiziari incombono sul tycoon, non più protetto dall’immunità, e potrebbero comprometterne le sue ambizioni politiche.

Non solo impeachment per Donald Trump.

Sull’attacco al Congresso, che è costato la vita a 5 persone, c’è un’inchiesta aperta dal procuratore di Washington. Procedura aperta anche sulla telefonata fatta da Trump al governatore della Georgia, per chiedere di cambiare il risultato del voto nello stato in suo favore.

E poi ci sono le indagini della procura di New York, sulle presunte frodi bancarie, assicurative e fiscali.
Indagini partite grazie alle rivelazioni dell’ex avvocato di Trump, Michael Cohen, sui pagamenti per comprare il silenzio di due pornostar, effettuati con i fondi della campagna elettorale.

L’assoluzione dall’impeachment  permette all’ex presidente di correre per le presidenziali del 2024, anche se all’interno del partito repubblicano non mancano i malumori che sono raffreddati solo dal consenso ancora solido della base elettorale di Trump.

Ma al di là degli equilibri politici, molti critici temono che il risultato del processo abbia creato un pericoloso precedente.
Un presidente può mentire su un’elezione e incitare una folla contro le istituzioni americane senza doverne pagare le conseguenze.

E questa è forse l’eredità più pericolosa che ha lasciato Trump agli americani.

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