BRUCIANO FOTO DI MELONI: “SOLO UN GESTO SIMBOLICO”
Replicare a quella che definiscono una “velina” della Questura di Roma e rivendicare, motivandolo, il gesto compiuto sabato.
Potere al Popolo, il collettivo universitario CAU e l’Unione Sindacale di Base, alcuni tra i gruppi organizzatori della manifestazione di sabato a Roma, hanno voluto raccontare la loro versione dei fatti.
E l’hanno fatto partendo da un assunto: nessuna denuncia, almeno per il momento, è arrivata nei confronti dei due manifestanti padovani accusati di aver bruciato un manifesto con le foto di Meloni, Nordio e Trump.
Bruciare un pezzo di carta, dicono, non è una violenza.
Per questo, sostengono i manifestanti, far trapelare la notizia che siano in arrivo delle denunce sarebbe solo l’ennesimo atto di intimidazione nei confronti di chi scende in piazza per protestare.
Circa ventimila persone avevano partecipato sabato alla manifestazione di Roma che aveva attraversato le vie della città. Le immagini del rogo avevano fatto presto il giro dei social network ed erano state acquisite dagli investigatori. Non era stato l’unico momento simbolico di protesta: nel corso del corteo era apparso anche un manichino su una barella, utilizzato dai manifestanti per rappresentare una Costituzione definita “malata”.