MEDICI E SPECIALITÀ: L’IMBUTO DELLE CONTRADDIZIONI
C'è un paese che lamenta pochi medici e difficoltà a trovarne di nuovi. Ce n’é un altro che invece ferma alcuni medici, e prepara un numero di specialisti che non basta a coprire i pensionamenti, né a lasciare a tutti i laureati la possibilità di provarci. Ovvio che questi due paesi sono in realtà un'unica, grande contraddizione: l'Italia. Ha preso il via anche a Padova, il concorso per l’accesso ai corsi di specializzazione sanitaria: un grande test nazionale a cui si iscrivono i neolaureati in medicina e chirurgia provando ad entrare nelle varie specialità mediche, della pediatria alla cardiochirurgia e via dicendo, passando dalle aule agli ospedali universitari e terminando il loro lungo e faticoso percorso di studi. Ma guai a pensare che ci sia posto per tutti: mentre negli ultimi anni i posti a medicina sono aumentati (e per fortuna) quelli delle borse di specialità sono più o meno sempre gli stessi. E l’imbuto, a conti fatti, è sempre più stretto.
A Padova si presentano 925 candidati, tre su cinque di essi sono ragazze. Ognuno con le sue aspettative e speranze, ognuno con il proprio kit personale di sopravvivenza per superare le 140 domande a risposta multipla e le tre ore e mezza per concludere. C'è chi non fa mistero del proprio stato d'animo, qualcuno ci riprova per la seconda o la terza volta, altri sperano che la prima sia unica e sufficiente.
Quello delle specializzazioni rimane comunque, uno dei grandi nodi irrisolti della nostra medicina. Non solo in termini numerici, perché i posti e non bastano per i molti pretendenti, c'è poi anche una questione di metodo: la medicina padovana, che in ateneo conta ben 48 scuole di specializzazione accreditate, non primeggia per qualità della didattica e per carichi di lavoro giudicati dagli studenti eccessivi, in alcuni reparti. Ed è così che nemmeno tutte le borse vengono in realtà utilizzate, e alcune aree, in primis la chirurgia generale, non si coprono nemmeno i posti disponibili. L'ennesimo paradosso, di un paese e di una sanità che vive ancora di pesanti contraddizioni.