TRENTINI: DOPO LA FESTA ORA IL SILENZIO
Un po’ di silenzio lontano dal clamore e dai riflettori di questi giorni convulsi. Lo aveva chiesto martedì mattina Alessandra Ballerini, legale della famiglia Trentini, all’esterno dell’aeroporto di Ciampino che solo un paio d’ore prima aveva visto il rientro in Italia dell’operatore umanitario 46enne, liberato dopo 423 giorni in cella a Caracas.
E allora mamma Armanda, tornata in serata nella casa del Lido di Venezia, non ha rilasciato dichiarazioni.
Alberto, invece, ha ripiegato su Treviso, dove resterà per qualche giorno a casa di parenti: c’è bisogno, ora, di staccare la spina e tornare alla normalità. Poi, certo, arriverà anche il momento di raccontare quei 14 mesi trascorsi nel carcere di El Rodeo, definito dalle associazioni umanitarie come il più duro di tutto il paese.
Ecco perché Trentini ha voluto ricordare i prigionieri ancora detenuti, sperando in una loro liberazione in tempi brevi.
Nei prossimi giorni i riflettori si spegneranno anche sul Lido di Venezia e su quella casa di via Paoluccio Anafesto, diventata famosa per lo striscione “Alberto Trentini Libero” rimasto appeso per mesi ma che, ora, finalmente, potrà essere ripiegato.