MAGIA INDIMENTICABILE: LA FIAMMA OLIMPICA A VENEZIA
Un appuntamento indimenticabile. Immagini che rimarranno scolpite nella storia di Venezia, e nella sua memoria storica e sociale. IL fascino unico e inimitabile di Venezia, illuminata nella notte e animata di migliaia di occhi. Ai quali si è aggiunta un'altra luce, quella più importante: la luce della speranza e della pace, portata dalla fiamma di Olimpia e dalla torcia di Milano e Cortina, arrivata ieri sera in piazza San Marco dopo aver attraversato ben otto chilometri tra calli, canali e imbarcazioni lagunari.
Quella veneziana era una delle tappe più attese, e non ha affatto deluso. Anzi, ha lasciato esterrefatti i tanti turisti ritrovatisi, quasi per caso, sin da piazzale Roma ad assistere ad un evento memorabile.
L'arrivo della torcia olimpica dalla terraferma a piazzale Roma, ad attraversare la magia della città passando di mano in mano, a passo d’uomo o di corsa. Non sono mancati, anche nella 46esima tappa della corsa verso le olimpiadi invernali italiane, momenti di contestazione, come era avvenuto a Padova: se a Marghera i manifestanti hanno protestato contro al devastazione delle aziende petrolifere, a Venezia i centri sociali hanno atteso l'arrivo della torcia all'altezza di Palazzo Grassi, lungo le rive del Canal Grande, esponendo due striscioni contro la presenza di Israele ai Giochi italiani. Ma la scena, anche a Venezia, a prendersela è stata lei, la torcia olimpica. Portata tra le calli e i campi, sfrecciando a Rialto dove a portarla è stato l'applauditissimo Antonio Fantin, nuotatore e due volte campione paralimpico a Tokyo e a Parigi. Sotto il ponte di Rialto, tedofori e torcia sono stati caricati sulla Serenissima, la barca da cerimonia simbolo identitario di Venezia, e poi sulla Dodesona, una sorta di enorme gondolona. Lungo il Canal Grande illuminato la luce della fiamma ha ammutolito centinaia di spettatori, tutti stretti su rive e pontili dove non c'erta uno spazio libero per scattare una foto. E poi via in gondola, verso l'isola di San Giorgio e nel Bacino di San Marco, fino al grande arrivo in piazza, per l'accensione del braciere conclusivo. A portarla, sono stati sportivi come il cestista della Reyer Amedeo Tessitori, il vicecapitano del Venezia calcio Gianluca Busio, la campionessa del Remo Gloria Rogliani, il ciclista Francesco Lamon, l'ex rugbista Alvise Rigo, l'olimpionico di fioretto Andrea Borella. Un'atmosfera magica, le cui immagini rimarranno per sempre.