TV7 NEXT - TROPPO GAMING: DOVE INIZIA IL DANNO
Il dibattito sui videogiochi è spesso polarizzato tra entusiasmo e demonizzazione. Un nuovo studio scientifico prova invece a spostare la discussione su un terreno più concreto: quello delle abitudini e del tempo. Secondo una ricerca della Curtin University, pubblicata sulla rivista Nutrition, esiste una soglia oltre la quale il gaming inizia ad avere effetti misurabili sulla salute.
La soglia delle dieci ore
Analizzando 317 studenti universitari, i ricercatori hanno osservato che fino a dieci ore di videogiochi a settimana non emergono differenze significative nei principali indicatori di salute rispetto ai non giocatori. Sonno, metabolismo e peso restano comparabili. Superata questa soglia, però, aumenta l’Indice di Massa Corporea, con un passaggio medio nella fascia del sovrappeso.
Non è il gioco, ma lo stile di vita
Lo studio chiarisce un punto fondamentale: il videogioco non è la causa diretta del peggioramento della salute. Il problema nasce dal tempo sottratto ad attività essenziali come il sonno, il movimento e un’alimentazione regolare. I giocatori più assidui tendono a consumare cibi più calorici, a saltare i pasti e a dormire meno.
Un messaggio pratico, non allarmista
La forza della ricerca sta nel fornire un parametro chiaro e facilmente comprensibile. Non si tratta di smettere di giocare, ma di sapere quando fermarsi. Dieci ore settimanali diventano così un riferimento utile per chi vuole conciliare passione per il gaming e benessere fisico.
In un’epoca di salute sempre più digitale, avere numeri invece di slogan aiuta a fare scelte più consapevoli. Anche con il controller in mano.
Servizio a cura di Claudia Chasen, redazione TV7.