MOSE: SOLLEVAMENTI (E COSTI) RECORD
A Venezia il Mose è ormai una presenza quotidiana. Dall’inizio dell’anno le paratoie si sono alzate ventuno volte in appena quattordici giorni, una frequenza che segna un nuovo record. Un ritmo che ha garantito alla città di arrivare indenne al Carnevale, ma che presenta un conto salato: ogni attivazione costa fino a 250 mila euro, per una spesa complessiva che supera i quattro milioni in poche settimane.
Non si tratta più di eventi eccezionali. L’aumento del livello medio del mare fa sì che anche perturbazioni di lieve entità possano spingere l’acqua oltre le soglie di sicurezza. Questo significa chiusure più frequenti delle bocche di porto e un impatto diretto sull’economia.
Nel solo inizio di febbraio oltre cento navi hanno fatto scalo in laguna, ma almeno una quindicina hanno accumulato ritardi fino a ventiquattro ore a causa dell’attivazione del sistema. Un rallentamento che preoccupa gli operatori portuali e riapre il dibattito sull’equilibrio tra difesa della città e continuità delle attività commerciali.
Intanto la politica guarda anche a un altro scenario: in Consiglio regionale è stata presentata una proposta di legge targata Fratelli d’Italia per trasformare il Mose in un’attrazione visitabile, con percorsi educativi e iniziative per scuole e turisti.
Tra costi, cambiamenti climatici e nuove idee di valorizzazione, il futuro di Venezia passa sempre di più da quelle paratoie che si alzano sul mare.