SCHIANTO A RIALTO CON LA BARCA RUBATA: CONDANNATA
Quelle immagini, riprese con i telefonini e rimbalzate sui social in pochi minuti, avevano fatto il giro del mondo. Una barca lanciata a tutta velocità nel punto più affollato del Canal Grande, poi l’urto violento contro il Ponte di Rialto, con la balaustra ridotta in pezzi. Una scena surreale, che solo per caso non si trasformò in tragedia.
A distanza di mesi, per quell’episodio arriva una prima sentenza. Il Tribunale di Venezia ha condannato a due anni e due mesi di carcere una ventenne, ritenuta responsabile del furto del barcone e della corsa senza controllo. Alla pena si aggiunge una multa e il risarcimento dei danni al Comune di Venezia, che si è costituito parte civile: una somma provvisoria di 50 mila euro, immediatamente esecutiva.
I fatti risalgono a una mattina di dicembre. La giovane aveva sottratto un’imbarcazione da trasporto carica di regali natalizi e si era avventurata nel Canal Grande senza saperla governare. L’impatto prima contro le colonne alla base del ponte, poi contro i gradini sull’acqua. Una manovra azzardata, compiuta in stato di alterazione, che non causò feriti solo per pura fortuna.
Fermata poco dopo dalla polizia locale tra la folla del centro storico, la ragazza aveva raccontato di non ricordare nulla. Oggi quella corsa folle ha un peso giudiziario preciso e lascia aperto un conto economico importante. Per Venezia, ancora una volta, il prezzo da pagare per la fragilità dei suoi simboli.