TRENTINI, L’APPELLO DELLA MAMMA A PAPA LEONE
Sono parole cariche di dolore e speranza quelle che Armanda Colusso, madre di Alberto Trentini, ha affidato a una lettera indirizzata a Papa Leone XIV. Una richiesta accorata di aiuto per il figlio, cooperante umanitario veneziano d’origine, detenuto dal 15 novembre 2024 nel carcere di El Rodeo, vicino a Caracas, senza alcuna accusa formale.
La lettera, inviata in estate, è stata resa pubblica ad Assisi, davanti al tempio di Minerva, durante un’iniziativa promossa dall’associazione Articolo 21. «Ogni giorno in più di carcere mina il suo equilibrio fisico e psichico», scrive la madre al Pontefice, raccontando anche la sofferenza della famiglia e la malattia del padre di Alberto, che teme di non riuscire a rivedere il figlio libero.
Trentini, 46 anni, operatore umanitario impegnato da anni nei Paesi più poveri, era arrivato in Venezuela per conto dell’ong Humanity & Inclusion. Da allora, più di 400 giorni di silenzio e attesa. «È un prigioniero politico», ha ribadito don Luigi Ciotti, collegato da remoto all’iniziativa, chiedendo allo Stato italiano di fare “il tutto per tutto” per riportarlo a casa.
Intanto la mobilitazione cresce: digiuni a staffetta, striscioni con la scritta “Alberto Libero” esposti in tutta Italia e una mozione votata all’unanimità dal Consiglio comunale di Venezia per sollecitare l’intervento del governo.
Sul fronte internazionale, si è aperto anche un nuovo canale di trattativa: un diplomatico venezuelano, l’ambasciatore Onu Alberto López, ha avviato una missione che lo ha portato fino a Caracas e al carcere di El Rodeo, con l’obiettivo dichiarato di ottenere la liberazione di Trentini.
In attesa di risposte, la famiglia affida ora le proprie speranze anche alla Santa Sede. «Che le Sue preghiere e la Sua mediazione arrivino al cuore di chi lo ha imprigionato», scrive la madre. Un appello che, da Assisi, chiede di non spegnere i riflettori su Alberto Trentini.