BRIGNONE DUE VOLTE D'ORO: "INCREDIBILE E MAGICO"
Questo gigante "me lo sono goduto però è stato comunque tosto, per me in questo momento sciare è difficile, non è una cosa banale: è una cosa dolorosa, devo sempre fare i conti con dei mostri con cui combatto da un po'. Però da quando sono qui alle Olimpiadi ho cercato di godermi tutto". Lo ha detto Federica Brignone, a Casa Italia a Cortina d'Ampezzo per festeggiare l'oro in gigante dopo quello in Super-G del 12 febbraio scorso. Una doppietta - superG e gigante - inedita tra le donne alle Olimpiadi: come lei nessuna mai, c'è solo Alberto Tomba a cui riuscì l'uno-due olimpico nella stessa edizione, quella ormai lontana di Calgary 1988. La giornata che le ha regalato un altro Olimpo è stata all'insegna di quella serenità che già l'aveva portato al titolo in SuperG. "Ho sciato davvero tranquilla, fin troppo, mi è sembrato quasi facile - sorride la campionessa che costringe il resto del mondo che scia a inchinarsi, fisicamente, davanti a lei - al punto di pensare di non essere sufficientemente aggressiva. Nella seconda mi sono sentita partire, ero di nuovo abbastanza tranquilla e ho pensato solo a sciare. Mi sembrava di aver fatto una manche così così e ho provato a spingere il più possibile. Quando ho tagliato il traguardo ho solo sentito le urla e non ho più capito niente, ero incredula". La sua Olimpiade memorabile, che fino a poche settimane fa sembrava ancora appesa a un filo, diventa leggenda, perché se il SuperG aveva rappresentato un miracolo, il bis ha del sovrannaturale. A 35 anni l'azzurra che tutto il mondo ci invidia, non può non godersi la rinnovata età dell'oro. "Scambierei le mie due medaglie per tornare indietro e non avere questo infortunio, di questo sono sicura - ammette -. Ma sono qui, questo mi insegna qualcosa di più, è successo e bisogna accettarlo. Non so se potrò giocare di nuovo a tennis", ha aggiunto. Ma a Cortina quello che ha fatto andrà oltre il dolore e quella ferita: lì sta l'impresa, che diventa storia.