SI SALE A NORDEST: IL GRAN FINALE DEL GIRO D’ITALIA
Fino ad ora è stato un Giro d'Italia piatto, con un vincitore per gran parte annunciato e che al piccolo trotto e centellinando le energie sta facendo il suo guidando la classifica generale pronto ad alzare la coppa al cielo domenica senza nemmeno grandi sforzi. E meno male che, se manca la concorrenza e ne risente un po' lo spettacolo, almeno le grandi salite dolomitiche promettono comunque di lasciare il segno.
Da giovedì, il Giro d'Italia sbarca a Nord Est dove disegna il suo gran finale tra veneto e Friuli. Dopo le emozioni e i bagni di folla degli ultimi due anni, tra l'arrivo a Padova prima e Vicenza poi, o la partenza da Piazzola sul brenta un anno fa, stavolta la pianura veneta vedrà ben poco i corridori da vicino.
Giovedì la carovana del Giro sbarca in regione con la tappa da Fai della Paganella e arrivo a Pieve di Soligo. 171 chilometri di spettacolo garantito, perché dopo la Valsugana e le scale di Primolano, la corsa irromperà nella Marca trevigiana arrivando a Pieve di Soligo dove in teoria, con gli ultimi chilometri pianeggianti, potrebbe anche esserci la volata. Ma le possibilità sono più quelle di una fuga, perchè a 10 km dall'arrivo si sale a Cà del Poggio, muro iconico per i ciclisti e che promette di fare selezione.
Venerdì, poi, la 19esima tappa è la più attesa di questa edizione. Partenza da Feltre e arrivo ad Alleghe: 151 km con le scalate a Passo Duran, salita di Coi, Forcella Staulanza e Passo Giau, cima più alta di questo giro 2026. E quindi il Falzarego, con il suo panorama mozzafiato, e il traguardo sopra Alleghe dove Pantani vinse al Giro dilettanti del '92.
Sabato penultima tappa, sbarco in Friuli e grandi emozioni. Non tanto per le salite, partenza da Gemona e arrivo a Piancavallo, quanto più sicuramente per il significato della corsa, che attraversa i luoghi del terremoto a cinquant'anni dal dramma del Friuli, ripercorrendone le ferite più profonde, ma anche i più virtuosi esempi di ripartenza. Vingegaard, maglia rosa incontrastata, viaggia (salvo sorprese) verso una vittoria forse scontata. Ma le Dolomiti sono pronte a regalare il loro consueto spettacolo. Inimitabile, anche senza le battaglie più epiche in piedi sui pedali.