FAIDA ALL’ARCELLA? TARZIA: “LA ZONA ROSSA SERVIVA”
Il 25 giugno, il ritrovamento di un machete e due accette nel parco di largo Debussy a seguito di una rapina. Cinque giorni dopo, e ad un solo chilometro di distanza, un assalto all'arma bianca tra stranieri, dal quale sono spuntati anche due colpi di arma da fuoco. Due episodi nei rioni del quartiere Arcella, col sospetto di un collegamento che sarebbe davvero inquietante: l'inizio di una guerra tra bande per il controllo dello spaccio. Il consigliere comunale Luigi Tarzia, residente a pochi passi dal luogo dell'ultimo agguato, rimprovera il comune per quella zona rossa che un anno fa era servita eccome, ma non è stata rinnovata.
Situazioni diverse, certo. Ma la zona rossa, probabilmente, i problemi invece che risolverli, li sposta soltanto. Rafforzare i controlli in una zona, significa per forza ridurli in un’altra. E pattugliare costantemente un’area, significa ritrovarsi il malaffare spostato di qualche metro più in là. A Padova va risolto il problema dello spaccio, questa è una cosa indubbia. Ma bisognerebbe affrontare allora anche il problema degli assuntori, a cominciare dai giovani.