OCCUPA UNA CASA E LA LIBERA DOPO NOVE ANNI
Dopo quasi dieci anni di attesa, una donna di 73 anni ha finalmente riavuto la sua casa.
La vicenda arriva da Padova, in via Turazza. Era il 2017 quando la proprietaria, rientrata dopo un periodo trascorso a Milano, trovò il proprio appartamento occupato da altre persone. Le serrature erano state cambiate e, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, da quel momento non riuscì più a rientrare nella sua abitazione.
Una situazione che si è protratta per quasi nove anni. Nel frattempo la donna è stata costretta a cercare un'altra sistemazione, denunciando anche minacce e intimidazioni. L'indagine, avviata dopo la denuncia presentata nel 2024, ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati di un uomo tunisino di 61 anni con l'accusa di occupazione arbitraria di immobile destinato a domicilio altrui.
La svolta è arrivata nelle scorse settimane. Contestato il nuovo reato introdotto dalla normativa del 2025, l'uomo ha scelto di lasciare spontaneamente l'appartamento e di riconsegnarlo alla legittima proprietaria. Così la donna ha potuto finalmente rientrare nella sua casa dopo quasi dieci anni.
Un episodio che riporta l'attenzione sul fenomeno delle occupazioni abusive. Non solo a Padova ma anche a Venezia, dove secondo dati diffusi da Ater, nel territorio provinciale gli alloggi occupati senza titolo sono oltre 200.
E proprio nei giorni scorsi ha fatto discutere il maxi sgombero della cosiddetta "Nave" di Altobello, a Mestre, dove le forze dell'ordine hanno allontanato decine di occupanti abusivi da un complesso residenziale da tempo al centro di problemi di degrado e sicurezza.
Ma cosa prevede la nuova legge? Il cosiddetto "decreto sfratti"del 2025 ha introdotto il reato di occupazione arbitraria di immobile destinato a domicilio altrui, con pene fino a sette anni di reclusione. La norma punta ad accelerare la restituzione degli immobili e prevede procedure più rapide di sgombero. Ed è prevista una causa di non punibilità per chi collabora con le autorità e libera spontaneamente l'alloggio occupato.
Una misura accolta con favore dalle associazioni di proprietari, che chiedono tempi più rapidi per il recupero delle abitazioni. Critiche, invece, da parte dei movimenti per il diritto alla casa, che temono un approccio troppo repressivo e chiedono maggiori interventi sul fronte dell'emergenza abitativa e del disagio sociale.