SCIOPERO OSPEDALE DI PADOVA ADESIONI AL 50%
Carenza di organico, turni massacranti, una programmazione delle sale operatorie inadeguata, un utilizzo improprio della reperibilità per attività ordinarie. Insanabile la spaccatura tra le sigle Sindacali UIL , CGIL e la Direzione dell’Azienda Ospedaliera di Padova che ha portato allo sciopero di 24 ore indetto per la giornata di venerdì 27 febbraioa cui ha aderito il 50% dei 3.500 diependeti del comparto, quindi infermieri , amministrativi, tecnici e Oss. Protesta iniziata con un presidio sotto le finestre della Direzione ospedaliera per affermare ancora una volta i bisogni di una professione sempre meno attrattiva. Accesso a medicina disastroso con la recente riforma del semestre aperto ritoccata in corso d’opera. Famiglie e studenti ora faranno ricorso. Specializzazioni inaccessibili, borse di studio insufficienti. Violenze fisiche e verbali nei Pronto Soccorso, paghe più basse nel caso dei sanitari padovani rispetto ai colleghi regionali e nazionali. Chi indossa un camice finisce prima o poi per mollare o rifugiarsi nel privato. Accesso alle cure che rischia di diventare garantito per soli ricchi. A Padova Uil e CGIL denunciano anche il mancato riconoscimento di diritti basilari come, l'erogazione del buono pasto, l'utilizzo di strutture fatiscenti. Il tutto, a cui si sarebbe aggiunta, sempre secondo i due sindacati, la recente riorganizzazione dei servizi calata dall’alto: modifiche di orari e di turni per sopperire alle carenze. La nuova pediatria realizzata in tempi record ora rischia di non avere organico a sufficienza. La protesta e le istanze però al momento rischiano di rimanere congelate in attesa dell’avvio di mandato per il nuovo Direttore Generale dato il recente cambio al vertice.