CORTE DEI CONTI: “OLIMPIADI? ALTRO CHE FESTEGGIARE”
Conti in ordine e andamento di cassa più che lusinghiero. La Corte dei Conti di Venezia promuove il bilancio della regione del veneto, e ne certifica l'ordine dei conti e la bontà amministrativa. Il Veneto si conferma virtuoso, con il bilancio regionale del 2025 che ha registrato un risultato di due miliardi: leggera flessione, ma più che lusinghiero. Il primo bilancio, soprattutto, chiuso dal nuovo presidente Stefani e la sua giunta, che rivendicano: conti in ordine, tasse ferme e servizi di qualità ai cittadini. Due nodi, però, rischiano di rimanere irrisolti e anzi di pesare sui prossimi bilanci. Il primo, l'eredità delle Olimpiadi invernali: giochi per cui Simico dichiara di aver concluso il 98% dei cantieri, ma in realtà solo un quarto delle opere risulta consegnato e collaudato. Il vero problema è poi che a fine anno verrà sciolta la Fondazione Milano-Cortina, che ha concluso il suo mandato e che chiuderà però con un miliardo di euro di debiti, che per forza ricadranno sullo stato, le regioni Veneto e Lombardia, e gli enti locali coinvolti.
Altro grosso nodo notoriamente irrisolto, il monito arrivato da Palazzo dei Camerlenghi, è l’autostrada Pedemontana. Quest'anno i ricavi da pedaggi sono aumentati (13 milioni di euro in più), ma nonostante ciò è comunque cresciuto ancora il lauto canone con cui la regione sovvenziona la società concessionaria. Più ricavi, ma più spese: una contraddizione per la Corte, che la regione ha motivato però con l'inflazione e il conseguente aumento dei costi di manutenzione.