FINE VITA, IL GOVERNO CHIUDE ANCORA: “IMBARAZZANTE”
"La stessa maggioranza di Governo che a livello nazionale blocca in Parlamento la nostra legge di iniziativa popolare per l'Eutanasia legale, poi fa ricorso contro quelle leggi regionali che organizzano l'aiuto medico alla morte volontaria, nell'ambito della piena competenza delle Regioni, come siamo certi che la Corte costituzionale confermerà anche questa volta, in risposta al ricorso del Governo contro la nostra legge nella Regione Veneto".
Parla così Marco Cappato, tra i portavoce dell’associazione Luca Coscioni che da vent’anni si batte per il fine vita legale in Italia. Arriva a Padova proprio il giorno dopo l’impugnazione del Governo sulla legge veneta, approvata sul tema. Una decisione, spiega, che potrebbe essere una buona occasione per verificare la legittimità del testo approvato in veneto, che su alcuni aspetti è diverso, e forse anche più restrittivo, dalla proposta popolare portata avanti dai comitati. La prima questione da chiarire però è una: nemmeno il ricorso del Governo, toglie diritti a chi, oggi, chiede di accedere al fine vita in Italia secondo le regole previste.
La decisione di ricorrere alla Consulta ha spaccato il Governo, con i ministri leghisti in aperta contraddizione. E dal Veneto ha scatenato subito la replica di Stefani e Zaia, convinti che la Consulta promuoverà la legge approvata da Palazzo Ferro Fini. Quello che ci si chiede è: ma cosa avverrà in futuro? Davvero un futuro governo, pure se di centrosinistra, permetterà che in parlamento si discuta di eutanasia?
Cappato definisce "imbarazzante" il ricorso del Governo contro la legge regionale veneta sul fine vita, nata dalla campagna di iniziativa popolare "Liberi Subito", promossa dall'Associazione Luca Coscioni e successivamente integrata e approvata dal Consiglio regionale. "La legge approvata in Veneto nasce dalla proposta di legge 'Liberi Subito' scritta e promossa dall'Associazione Luca Coscioni - si legge in una nota diffusa a margine dell'incontro che è Cappato ha avuto con la stampa - il movimento ha raccolto 9.000 firme per poterla portare in Consiglio Regionale. L'impianto generale della legge, dunque, è esattamente lo stesso approvato in Toscana e in Sardegna, su cui la Corte costituzionale si è già espressa, confermando la piena competenza delle Regioni in materia di organizzazione sanitaria su questo tema e respingendo le censure del Governo rivolte contro l'intero impianto della legge".