notizie / 09/09/2026 14:57

IL DELITTO DEL TERGOLA: LA VITTIMA ERA UN ALBANESE

Era un uomo albanese di 35 anni e si chiamava Ferdinant Hoti, la vittima del macabro omicidio di San Giorgio delle Pertiche. Forse non il luogo del delitto, certamente il luogo in cui qualcuno ha pensato che la cosa migliore per sbarazzarsi di un corpo, fosse chiuderlo nel bagagliaio di una vecchia Fiat bravo nera, abbassando i sedili posteriori, legandolo dai polsi e zavorrandolo con alcuni vecchi copertoni parzialmente occultato da sacchi della spazzatura, per poi gettarlo in acqua. E non in un luogo a caso, ma a pochi passi dalla chiusa di un canale che, in attesa delle piogge arrivate oggi, tratteneva l'acqua per i campi: solo ieri mattina, quando i portelloni sono stati aperti, il canale è defluito e ha svelato l'orrore che nascondeva, forse da qualche giorno.

La vittima, un 35 enne albanese, di fatto domiciliato a Mirano ma per le forze dell'ordine un girovago, senza fissa dimora, è stata uccisa con un colpo di arma da fuoco, sparato da distanza ravvicinata. Quando è stato scaraventato sott'acqua era già morto: non c'erano segni di annegamento, nei suoi polmoni. Una vera e propria esecuzione, come sin dal principio gli inquirenti avevano sospettato: troppo precise le modalità di occultamento del cadavere, troppo sospetto quello sparo ad una vittima con le mani legate e quella scelta di rimuovere le targhe dell'auto inabissata. Troppe coincidenze per poter pensare che l'omicidio non fosse stato studiato nei minimi dettagli.

C'è molto su cui lavorare per gli inquirenti, in attesa che l'intero referto dell'autopsia possa fare luce e svelare magari qualche altro dettaglio, o qualche traccia dell'assassino. Per ora, oltre a visionare tutte le telecamere del circondario alle chiuse di Torre di Burri, comprese quelle della vicina segheria per vedere se possano aver ripreso qualcosa, i carabinieri del nucleo investigativo sono già risaliti dal numero di telaio al proprietario della vecchia Fiat, risultata di proprietà di un uomo residente in provincia di Venezia. Una persona che potrebbe anche non aver nulla a che fare con il delitto, ma di certo sarà chiamato a spiegare, a cominciare dalla circostanza che il furto dell'auto non era stato denunciato.

 

Il movente: è questa la vera domanda a cui per ora si cerca una risposta in un dedalo di dubbi. L'ipotesi su cui si scava, è quella che la vittima possa essere finita al centro di un regolamento di conti, magari per questioni di spaccio, sicuramente finendo sulla strada di qualcuno senza scrupoli che con la morte ci sapeva fare. I carabinieri ne stanno ricostruendo gli ultimi spostamenti, per risalire alle persone che potrebbe aver incontrato prima di morire. La sensazione è che presto si avranno risposte più chiare.

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