L'ALZHEIMER CONQUISTA TERRENO IN VENETO
Un’emergenza sociale e sanitaria che si consuma tra le mura domestiche, nei corridoi degli ospedali e nelle vite di migliaia di famiglie. In Veneto, tra le 93.000 e le 95.000 persone convivono oggi con una diagnosi di demenza o decadimento cognitivo, una cifra che fotografa l’impatto drammatico dell’invecchiamento della popolazione in una delle regioni più longeve d'Italia. Ma il dato che più allarma gli esperti riguarda l'esordio precoce della malattia: sono infatti fino a 2.100 i veneti colpiti da Alzheimer giovanile, una variante che si manifesta prima dei 65 anni d'età. I dati emersi dagli ultimi tavoli di monitoraggio regionali evidenziano un divario tra i casi stimati e i pazienti effettivamente censiti dai servizi sanitari regionali, che si attestano a circa 70.000. Significa che migliaia di cittadini affrontano le prime, cruciali fasi del declino cognitivo senza una diagnosi ufficiale o un supporto strutturato. Per rispondere a questa ondata, la Regione Veneto ha strutturato una rete assistenziale che conta oggi su 37 Centri per il Declino Cognitivo e le Demenze (CDCD), articolati in 55 ambulatori distribuiti in modo capillare sul territorio. La prevenzione quindi è fondamentale. Ma cosa possiamo fare nel nostro piccolo per cercare di alleviare le difficoltà dei nostri cari? Gli esperti consigliano in sintesi di mantenere la persona attiva con attività semplici: musica, sfogliare album di foto, brevi passeggiate, piccoli lavori manuali. Utile rendere anche gli ambienti domestici più sicuri eliminando ad esempio i tappeti per evitare cadute, aumentare l'illuminazione e lasciando gli oggetti d'uso quotidiano sempre negli stessi posti. Usare frasi corte, semplici e con un tono di voce calmo. Evita di correggere continuamente la persona o di discutere se confonde date o eventi; è preferibile rassicurarla.