LO PSICOLOGO SCOLASTICO OLTRE L'EMERGENZA
Le scuole venete chiedono una presenza dello psicologo scolastico più stabile, continuativa e strutturata. È il dato emerso dall'indagine rivolta ai dirigenti scolastici del Veneto, elaborata dal Gruppo di Lavoro di Psicologia Scolastica dell'Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi del Veneto e presentata a Padova. Nell'incontro è stato sottolineato che la scuola è uno dei luoghi fondamentali per il benessere delle nuove generazioni e non basta intervenire quando il disagio esplode. Tre i temi su cui urge intervenire: inclusione, prevenzione del disagio e sistema. Inclusione significa guardare alle fragilità che attraversano la scuola non solo come diagnosi o certificazioni, ma come situazioni da accompagnare insieme, coinvolgendo scuola, famiglie e servizi. Prevenzione vuol dire intercettare il disagio prima che diventi emergenza, sostenendo studenti, famiglie e personale scolastico, anche per prevenire il rischio di burnout. Il sistema, infine, è la dimensione più operativa: alleanze istituzionali, tavoli tecnici, linee guida e percorsi formativi. La richiesta da parte dei dirigenti scolastici è di raddoppiare il tempo di presenza dello psicologo da 4 a 10 ore settimanali, rendendo possibile una presenza più continuativa e strutturata dello psicologo nella vita scolastica. Quando il tempo è poco, il rischio è che lo psicologo venga chiamato solo per gestire le urgenze. La psicologia scolastica, invece, può incidere davvero quando lavora sulla prevenzione, sulle relazioni e sulle risorse dell'intera comunità educativa. Quindi, è stato osservato dai relatori, lo psicologo non come ultima risorsa da chiamare per una classe da "correggere", un conflitto da tamponare o un caso di bullismo in atto, ma come professionista capace di lavorare sul sistema scuola. Ed ecco perciò la 'Carta', uno strumento che chiarisce che lo psicologo scolastico non fa diagnosi e non svolge psicoterapia nel contesto scolastico, ma può intercettare precocemente i bisogni e favorire il collegamento con i servizi territoriali competenti.