PUGNO DURO CONTRO I MINORI VIOLENTI: LE NUOVE NORME
Basta ai violenti e ai saccheggiatori, che sfruttano le pacifiche e legittime manifestazioni per infiltrarsi, mischiarsi alla massa e mettere in atto le loro scorrerie. Dopo le devastazioni milanesi dell'ultimo weekend, il Governo è passato al pugno di ferro mandando 500 militari a difendere la città di Milano e introducendo nuove misure più restrittive. A cominciare dal nuovo reato di manifestazione violenta: una nuova fattispecie che punisce chi utilizza bastoni, mazze o lancia oggetti, e che ora rischia la reclusione da due a cinque anni e una multa fino a 20mila euro. Una novità a cui plaudono i sindacati di polizia.
Ma non è tutto. Il Governo ha da ora in avanti previsto anche l'estensione del fermo preventivo al di sopra dei 16 anni di età, e l'estensione dell'arresto in flagranza differita. E poi c'è il principio del chi rompe paga: le famiglie risponderanno dei danni causati dai figli, e potranno anche essere raggiunte da un immediato decreto ingiuntivo. Il provvedimento più importante, è però quello che riguarda l'imputabilità dei minorenni. Un rovesciamento dal paradigma, perché se fino ad oggi la giustizia non poteva procedere nei confronti del minore, salvo rare eccezioni, da oggi in poi i minorenni saranno considerati imputabili, salvo diversa dimostrazione: toccherà alla difesa dimostrare l'eventuale incapacità di intendere. Un provvedimento che vuole togliere l'alibi ai violenti, e soprattutto eliminare il presupposto di poter rimanere impuniti.
basteranno queste norme, come deterrente? La vera domanda è proprio questa: di certo l'inasprimento delle pene e l'imputabilità dei minori, potrebbero scoraggiare gli aspiranti casseur di casa nostra. Alcuni esperti, però, sostengono che il pugno di ferro non aiuti, storicamente, a debellare il crimine. Anzi.