SCUOLE, ECCO PERCHÉ OGGI “TIRANO” LE PROFESSIONALI
Gli studenti usciti nell'ultimo triennio dalle scuole professionali del Veneto trovano lavoro nell'80% dei casi entro due anni dal diploma, e che sfiorano il 90% per i percorsi di specializzazione superiore. A dirlo, sono i risultati della ricerca di Forma Veneto sugli inserimenti lavorativi dei qualificati e diplomati delle Scuole di Formazione Professionale: sei mesi dopo il diploma lavora già il 45% dei ragazzi, il 60% ad un anno dal titolo, percentuale che supera l'80% a 24 mesi del termine degli studi. Con un tasso di occupazione che cresce proporzionalmente al livello del titolo conseguito. E tra gli studenti risultati "non occupati" sei mesi dopo il diploma, quasi la metà l'ha fatto perché sta continuando a studiare per conseguire un titolo superiore.
In Italia, lo dicono i dati del Ministero dell'Istruzione alla vigilia degli esami di maturità appena scattati, i licei rimangono le scuole superiori più gettonate tra gli studenti italiani. Ma la tendenza, da almeno quindici anni a questa parte, è quella di una progressiva fuga verso altri tipi di istituti. Da un lato, alla maturità di oggi sono arrivati molti meno di coloro che si erano iscritti ai licei cinque anni fa: un buon 10% si è perso per strada, e ha cambiato scuola o addirittura ha abbandonato gli studi. I licei perdono quota a favore degli altri indirizzi, tra cui a primeggiare ci sono gli Istituti Professionali più dei tecnici. E il motivo, è sicuramente da ricercare nel fatto che i licei oggi non preparano al mondo del lavoro. E l'istruzione italiana, vecchia di un secolo e basata su modelli educativi ormai antiquati, non riesce più a dare ai giovani ciò che loro sentono di aver bisogno una volta terminati gli studi.