SOCCORSI SENZA GIUSTIFICATO MOTIVO: ARRIVA IL CONTO
Ogni giorno, migliaia di operatori della protezione civile, del soccorso alpino e dei servizi sanitari SUEM 118 rischiano la vita per garantire la sicurezza pubblica. Tuttavia, una percentuale significativa di queste chiamate si rivela essere un falso allarme o, peggio, una richiesta legata a imprudenza. Una scarsa preparazione ad esempio nell'affrontare lughi immersi nella natura. Troppi scalatori improvvisati, escursionisti in ciabatte , nuotatori della domenica che poi per semplice spaesamento o eccessiva fatica chiamano i soccorsi. Per arginare questo fenomeno, si fa sempre più concreta l’introduzione di misure economiche severe adottate da tutte le realtà di Soccorso civili e miliatari come nel recente caso della Guardia di Fiananza o Soccorso Alpino che presenterà il conto in caso di soccorso senza giustificato motivo. Dal 2011 in Veneto chiamare ad esempio un ambulanza senza una vera necessità d'urgenza porta a pagarne il servizio. Un conto salato se si pensa che nel padovano l'intervento con questo mezzo costa 150 euro a cui sommare altri 100 se è prensete un medico, mentre con l'idroambulanza munita di infermiere 180 euro e al minuto l'elisoccorso costa 90 euro. L'attivazione di elicotteri, squadre di terra e mezzi speciali ha costi altissimi ma spesso i cittadini non se ne rendono conto abituati male da una passatà gratuità. Un singolo minuto di volo di un'eliambulanza può costare centinaia di euro, gravando interamente sulle tasche dei contribuenti. Un mezzo impegnato in un codice bianco quindi non urgente o in un falso allarme, è un mezzo non è disponibile per una reale emergenza salvavita. Ogni missione inoltre espone gli operatori a pericoli infrastrutturali, climatici e ambientali. Il sovraccarico di chiamate inappropriate oltretutto rallenta i tempi di risposta delle centrali operative. Il principio cardine della nuova impostazione non è punire chi si trova in una situazione di reale di pericolo, ma sanzionare gli irresponsabili.