FEMMINICIDIO TANIA TERRIN: SULL'OMICIDA TRE DENUNCE
Prima che Tania Terrin denunciasse Dino Keber, già altre donne avevano querelato il 43enne trovato impiccato nella sua abitazione a Dolo nel veneziano nelle stesse ore in cui il corpo della sua ex giaceva senza vita sul divano della propria casa a Camponogara. Le denunce, di compagne precedenti, risalirebbero al 2021, al 2010 e al 2002, quando Keber era appena maggiorenne. Tutte erano state ritirate e, di conseguenza, erano stati archiviati i procedimenti. Ma quei precedenti sono scritti nero su bianco sull'ammonimento emesso dal Questore di Venezia a giugno. E anche su quelli si basava il provvedimento a seguito la denuncia presentata lo scorso aprile dalla vittima. All'epoca la 39enne si era presentata dai Carabinieri raccontando come Keber l'avesse presa per il collo alle spalle, facendole perdere i sensi prima di accompagnarla in ospedale da cui era uscita con due giorni di prognosi. E aveva parlato anche di un altro episodio, datato 18 dicembre 2025, quando il 43enne la prese a schiaffi. In quel caso il referto registra una contusione occipitale con una prognosi di cinque giorni. La loro relazione, iniziata a febbraio 2025 e passata per una breve convivenza, si era chiusa quel giorno. Quattro anni fa Keber sembra fosse seguito da un centro di salute mentale, ma si era presentato solo a poche sedute. Non aveva mai fatto terapia né preso medicine. Ora, nell'ambito dell'inchiesta, sono stati sequestrati appartamenti e telefoni dell'omicida e della sua vittima. E sul corpo della donna sarà disposta l'autopsia, per verificare se effettivamente la 39enne sia morta strangolata. Attorno alla vicenda bruciano alcuni quesiti: perché a un uomo con quel profilo, con dei precedenti di quel genere e su cui pendeva un procedimento per maltrattamenti e lesioni non erano state applicate misure più restrittive, come il braccialetto elettronico o anche la custodia cautelare?Dai Carabinieri trapela che l'Arma si era mossa disponendo la vigilanza dinamica nei confronti del 43enne. Ad aprile era già scattato il codice rosso.