GONDOLIERI PERDONO AL TAR: “SÌ AI TEST ANTI-DROGA”
I gondolieri dovranno continuare a fare i test antidroga. L'ha deciso il Tar del Veneto, che ha respinto il ricorso di alcuni degli appartenenti all'associazione dei guidatori di gondole veneziani che si erano opposti al protocollo adottato da Comune di Venezia e ULSS Serenissima. A chi conduce le storiche imbarcazioni nei canali si continuerà a fare il test del capello, un esame che certifica l'eventuale assunzione di stupefacenti in un arco di tempo più ampio rispetto al test dell'urina, che rileva tracce solo negli ultimi gironi e che i gondolieri chiedevano sostituisse quello più accurato.
"L'obiettivo ultimo è tutelare la sicurezza nella navigazione", hanno scritto i giudici del tribunale amministrativo regionale, "e per questo pare tollerabile il sacrificio degli interessati nel sopportare il taglio di un campione pilifero e nel rendere palese la propria condizione di salute ai (soli) sanitari preposti agli esami, tenuti al rispetto delle stringenti norme sulla privacy».
Un gruppo di gondolieri e di sostituti si era rivolto a suo tempo ad un avvocato impugnando il protocollo d'intesa siglato tra il Comune e Ulss 3, che stabiliva le norme e i requisiti necessari al rilascio dell'attestato di idoneità fisica dei gondolieri.
L'accordo, da tre anni e mezzo, prevede che tutti debbano sottoporsi regolarmente a un test anti-droga, realizzato nel Laboratorio di Tossicologia clinica forense dell'azienda sanitaria locale a spese dei conducenti stessi. Un "test del capello" che è previsto in tutta Italia per tutti coloro che esercitano un servizio di trasporto pubblico non di linea, a cui Venezia aveva quindi adeguato i propri.
I ricorrenti sostenevano che il provvedimento fosse illegittimo, visto che il protocollo stabilisce per tutti l'esame dal capello. Appunto bocciato, dal Tar del Veneto, che ha riconosciuto al comune la possibilità di predisporre i test che meglio crede, tra quelli disponibili. Secondo aspetto del ricorso era invece di merito: il test del capello positivo potrebbe accertare un'assunzione di stupefacenti indietro nel tempo, che potrebbe non pregiudicare i requisiti psico-fisici dei gondolieri nell'immediato. Secondo il TAR, in questo caso, si trattava di mettere sulla bilancia due tipi di diritto: il diritto dei gondolieri a limitare le indagini sanitarie a proprio carico, e l'interesse dell'amministrazione comunale all'incolumità pubblica e alla sicurezza nella navigazione. Inevitabile dire che per i giudici ha vinto la seconda.