FINISCE IL CARNEVALE, RESTA L’ACQUA ALTA
A Venezia il Carnevale va in archivio ma l’acqua alta rimane. All’indomani del Martedì Grasso, che ha segnato la fine dei festeggiamenti in città, Piazza San Marco si trova di nuovo a fare i conti con qualche allagamento qua e là.
Nelle tre settimane del Carnevale il Mose si è alzato più di 20 volte, vale a dire oltre una al giorno. E non sempre ha consentito di rimanere con i piedi all’asciutto: il protocollo prevede attivazioni a partire dai 110 cm ma Piazza San Marco, che è la parte più bassa della città, comincia ad allagarsi già con poco più di 80 centimetri.
Martedì, per non correre alcun rischio nel giorno della Festa delle Marie, le dighe mobili sono state sollevate nonostante una previsione di 84 centimetri.
Ma con il Carnevale in archivio ecco che l’acqua torna a fare capolino.
Un equilibrio delicato che deve tenere conto di costi e di disagi: per residenti e turisti da un lato, per il porto dall’altro.
Ogni sollevamento delle paratoie costa tra i 200 e i 300 mila euro e blocca il passaggio delle navi tra la laguna e il mare.
D’altro canto il Mose, dicono le stime, nei primi cinque anni di funzionamento ha evitato danni alla città per due miliardi e mezzo di euro.
La speranza è che finiscano presto i lavori in corso a San Marco per rendere impermeabile la piazza anche con quelle maree che non prevedono l’attivazione del Mose.
Ma a lungo termine non sarà sufficiente: con l’innalzamento del livello del mare e le alte maree sempre più frequenti Venezia dovrà trovare presto nuove soluzioni.